Tecnologia e Scienza

600 miliardi di dollari nello spazio

La colonizzazione degli asteroidi, potrebbe essere una scelta obbligata per sopperire alla carenza di molti minerali indispensabili al genere umano.

La crescente carenza di elementi chiave, come le terre rare, indispensabili per i tutti i gadget elettronici e per tutte le energie rinnovabili, ma anche come il platino e l’elio, potrebbe far nascere il dubbio che il nostro pianeta non sarà in grado di offrire tutte le risorse che il genere umano richiede.

Lo studio recentemente pubblicato dalla associazione geologica americana, intitolato “Energy Resources for Human Settlement in the Solar System and Earth’s Future in Space”, cerca di dare qualche risposta e di indicare quali prospettive ci attendono per soddisfare la nostra fame di risorse strategiche, come per esempio quasi tutti i metalli e i minerali.

Negli Stati Uniti, il sogno di colonie nello spazio, in grado di produrre materiali e ed energia da esportare sulla Terra, è perseguito ma imprenditori e da enti privati, che stanno lavorando qualche volta in autonomia e qualche volta in collaborazione con la NASA (National Aeronautics and Space Administration).

Nello spazio potrebbero venir raccolti elementi come l’elio-3, presente in grandi quantità sulla Luna e sugli asteroidi

Nello spazio, infatti, potrebbero venir raccolti elementi come l’elio-3, presente in grandi quantità sulla Luna e sugli asteroidi, combustibile ideale per nuovi impianti di fusione nucleare o per produrre energia solare. Ma sugli asteroidi, molti dei quali sono accessibili dalla Terra, vi sono anche abbondanti quantità di metalli del gruppo del platino, terre rare, idrogeno, acqua e composti del carbonio.

Qualcuno potrebbe pensare che tutto ciò sia ancora fantascienza e che nessuno si lancerebbe nell’impresa di finanziare simili progetti. Non è così. Infatti, basta considerare che gli asteroidi di classe M sono pezzi di vecchissimi nuclei planetari, risalenti ai primi giorni del sistema solare. Sono composti da ferro e grandi quantità di nichel, cobalto e metalli del gruppo del platino. Per esempio, l’asteroide denominato 3554 Amun-NEA, ha un diametro di circa 2 chilometri e la sua massa contenente minerali è di circa 30 miliardi di tonnellate, con al suo interno circa 17 miliardi di tonnellate di nichel, che corrispondono ad un valore commerciale di circa 600 miliardi di dollari.


Secondo molti scienziati, il problema di colonizzare gli asteroidi sarà una meta obbligatoria per il nostro futuro. Infatti, oltre a costituire una fonte immensa di minerali e di altre risorse energetiche, sono anche un grave pericolo per il nostro pianeta. Come abbiamo recentemente imparato dall’impatto della meteorite Chelyabinsk sulla Terra, se non riusciremo a gestire questi oggetti spaziali, presto o tardi, potremmo venirne distrutti.

Infine, la necessità sempre più impellente di proteggere gli ambienti naturali del nostro pianeta dalle operazioni di estrazione dei minerali, ci porterà a considerare l’alternativa degli asteroidi come la più percorribile. O sarebbe meglio continuare a scavare il nostro pianeta per estarre l’ultimo grammo di metallo contenuto nella crosta terrestre?

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