Citigroup taglia le previsioni sul rame. I dazi angustiano i mercati
Gli analisti di Citigroup temono che le nuove politiche commerciali di Donald Trump penalizzeranno le prospettive di crescita dei prezzi del rame.
Gli analisti di Citigroup temono che le nuove politiche commerciali di Donald Trump penalizzeranno le prospettive di crescita dei prezzi del rame.
La crescita incontrollata della produzione di rame in Cina minaccia di mettere fuori gioco i produttori del resto del mondo.
L’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti preannuncia nuovi dazi che penalizzeranno i metalli industriali in genere ma favoriranno, per esempio, le aziende siderurgiche americane.
Per il mercato del rame è in programma un appuntamento che determinerà, nel bene o nel male, le sorti dei prezzi del metallo.
Secondo Fastmarket, i prezzi del rame raggiungeranno il massimo storico nel quarto trimestre del 2024 a causa dei tagli della FED e dei nuovi stimoli economici in Cina.
Un caso esemplare e istruttivo di come la Cina stia rimodellando l’offerta globale di metalli, rame compreso.
Gli analisti prevedono che i prezzi del rame supereranno i 10.000 dollari a tonnellata e che i prezzi ferro scenderanno sotto gli 80 dollari a tonnellata.
Entro il 2050 la domanda di rame potrebbe superare i 50 milioni di tonnellate all’anno. Nonostante l’attuale difficile momento per i prezzi del rame, BHP conferma che i fondamentali del metallo rosso sono solidi.
La settimana si chiude con i prezzi del rame che hanno guadagnato il 2,6% nel corso degli ultimi 5 giorni. Come al solito, tutto è dipeso dalla Cina.
La crisi economica cinese ha fatto cambiare idea sul rame agli analisti di Goldman Sachs: non ci sono rialzi in vista sul mercato del metallo rosso.
Le nuove misure di stimolo della Cina, di cui si vocifera, riusciranno questa volta a rilanciare la domanda di rame?
Un’ondata di rame cinese sta riempiendo i magazzini di borsa dislocati nelle vicinanze della Cina. Nel frattempo la domanda si sta indebolendo.
La grande crescita dell’industria mineraria del rame nello Zambia potrebbe portare il paese a diventare un protagonista sulla scena mondiale.
Dal rame all’oro e al petrolio, niente sembra salvarsi dal crollo dopo l’inizio di quella che sembra una crisi finanziaria globale.
Nei primi 5 mesi di quest’anno la produzione globale di rame secondario è aumentata del 6%. Inoltre, si stima un surplus globale di metallo rosso di 496.000 tonnellate.
La Cina e i talebani hanno ufficialmente avviato i lavori nella miniera di Mes Aynak, il secondo giacimento di rame più grande del mondo.
Gli umori del mercato sono sempre più negativi e le svendite, oltre che il rame, colpiscono un po’ tutti i metalli industriali.
Le più grandi miniere di rame e litio del Cile si trovano nella zona colpita la scorsa settimana da un terremoto di magnitudo 7,4.
Il nuovo fondo Sprott Physical Copper Trust permette agli investitori di scommettere sul rame fisico. Una potenziale minaccia alla disponibilità di metallo e un motore per gonfiare i prezzi.
La guerra tra Russia e Ucraina sta facendo crescere la domanda di rame. La maggior parte delle munizioni utilizza rame, mentre i bossoli delle cartucce sono realizzati in ottone.
L’aumento dei prezzi del rame degli scorsi mesi ha costretto gli acquirenti industriali a fare marcia indietro e gli speculatori hanno cominciato a monetizzare.
La scommessa rialzista degli hedge fund si è scontrata con il rallentamento economico della Cina. Ed è stata vincente…
Un carico di rame partito dalla Russia e destinato alla Cina è scomparso. Mai arrivato? Mai partito? Tutti i retroscena che conosciamo di una truffa da 20 milioni di dollari.
I prezzi del rame sono aumentati da febbraio a giugno, spinti dalla scarsità dell’offerta e dalle speculazioni dei fondi d’investimento, per poi crollare negli ultimi giorni. Cosa stanno escogitando adesso speculatori ed hedge funds?
Prezzi e volumi del rame si stanno sgonfiando. Ci aspettano altre correzioni nelle prossime settimane? Ecco il parere degli analisti di Macquarie.
Un importante gestore di hedge fund ha rilasciato un’intervista al Financial Times, condividendo le sue previsioni rialziste sul rame.
Mentre i traders stanno impazzendo per non perdere i quotidiani rialzi del rame, se guardiamo indietro di 56 anni scopriamo cose molto interessanti e istruttive…
In un momento di grande caos sul mercato dei metalli industriali e dei metalli preziosi, il rame e l’oro sono molto vicini ai record storici.
I mercati globali dei metalli stanno traballando per lo “short squeeze” del rame alla borsa di New York. Tutti cercano di consegnare metallo negli Stati Uniti perché i prezzi sono schizzati a livelli altissimi.
La carenza globale di rame che si prospetta sui mercati potrebbe avere un impatto significativo sul mercato automobilistico.