C’è un silenzioso miliardario cinese che sta scommettendo tutto sul rame
Chi è il maggiore investitore cinese in future sul rame? Ecco quello che sappiamo sul miliardario riservato e schivo che vive a Gibilterra…
Chi è il maggiore investitore cinese in future sul rame? Ecco quello che sappiamo sul miliardario riservato e schivo che vive a Gibilterra…
Secondo l’ONU, la domanda di rame è destinata ad aumentare del 40% entro il 2040, alimentando i timori sull’inquinamento, le violazioni dei diritti e la disuguaglianza globale.
I metalli industriali hanno tirato un sospiro di sollievo dopo che Stati Uniti e Cina hanno concordato di ridurre temporaneamente i dazi sulle rispettive importazioni.
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni sui prezzi del rame per il 2025, sulla spinta della forte domanda cinese e da minori tensioni commerciali globali.
Nonostante i timori di una recessione globale alimentati dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, i prezzi del rame sono al rialzo. Boom di breve durata o qualcosa di più?
Un articolo del Financial Times rivela che esiste il rischio concreto per la Cina di esaurire le scorte di rame nel giro di poche settimane. E le conseguenze sugli equilibri globali di mercato sarebbero dirompenti…
Il controllo dell’estrazione del rame si sta delineando lungo nuove linee geopolitiche, con l’America in testa seguita dalla Cina. In un mondo sempre più polarizzato, la mappa delle “sfere di influenza” rivela come la produzione di questo metallo strategico stia diventando una questione di potere globale.
A inizio 2025 i prezzi del rame hanno toccato nuovi massimi storici, spinti da tensioni commerciali e speculazioni sui dazi. Ma ora il mercato si muove lateralmente, incerto sul futuro.
Gli acquirenti cinesi hanno colto al volo il crollo dei prezzi del rame sotto gli 8.500 dollari, scatenando una corsa agli acquisti. Nel frattempo, gli analisti prevedono ribassi ancora maggiori.
Bank of America lancia l’allarme: in arrivo una nuova ondata di volatilità nei mercati dei metalli a causa delle tensioni commerciali globali e dell’incertezza sulle politiche tariffarie. Riviste al ribasso le previsioni per rame, alluminio e carbone.
Il rame è sprofondato come non si era mai visto negli ultimi ultimi 5 anni, mentre i dazi colpiscono i metalli e le aziende minerarie.
BNP Paribas prevede un crollo imminente del prezzo del rame, dopo il rally alimentato dai dazi USA. La domanda statunitense in calo e un surplus di offerta potrebbero schiacciare i prezzi nel breve termine.
È stata creata una lega al rame (CuTaLi) che eguaglia le cosiddette superleghe. Potrebbe contribuire a realizzare soluzioni ingegneristiche di prossima generazione.
La Cina sta rafforzando le sue riserve strategiche di metalli industriali come rame, nichel, cobalto e litio per garantirsi la sicurezza delle forniture. Ciò potrebbe avere un impatto significativo sui mercati globali delle materie prime.
Il prezzo del rame ha sfiorato il massimo storico, spinto dalle tensioni sui dazi imposti dagli Stati Uniti e dal crescente deficit sul mercato globale. Gli analisti prevedono ulteriori rialzi.
Mentre il prezzo del rame ha superato i 9.500 dollari per tonnellata, Citigroup e Morgan Stanley prevedono ulteriori rialzi.
Dopo le turbolenze di febbraio legate ai dazi USA e alle interruzioni della produzione in Cile, il rally di marzo del rame è spinto dall’ottimismo sulla crescita cinese e dalle speculazioni sul differenziale di prezzo tra LME e COMEX.
Il mercato del rame si avvia verso un deficit crescente. JP Morgan prevede un calo dell’offerta e un aumento dei prezzi.
La domanda di rame supererà l’offerta dal 2027, mentre l’oro continuerà a beneficiare dell’inflazione e dell’incertezza economica globale.
Il governo cinese ha messo un freno alle fonderie di rame con l’obbiettivo di alleviare la tensione sulle forniture, con un impatto significativo sul mercato a livello globale.
Mentre il mercato è convinto che il rame sarà il prossimo ad essere colpito dai dazi di Trump, i prezzi resistono. Ma fino a quando?
La differenza di prezzo tra il rame del Comex e quello LME è arrivata ad un livello record: oltre 750 dollari per tonnellata.
L’alluminio si conferma protagonista del mercato dei metalli, con i prezzi previsti in crescita nel corso di quest’anno.
L’annuncio di nuovi dazi sulle importazioni di rame, alluminio e acciaio da parte di Donald Trump ha scosso i mercati globali, mentre gli investitori temono un’escalation delle tensioni commerciali e un rallentamento della crescita economica mondiale.
I prezzi del rame sul Comex sono aumentati a causa delle speculazioni dei trader sui possibili dazi statunitensi, mentre i prezzi sul LME hanno registrato un aumento più modesto.
Gli ultimi dati commerciali che provengono dalla Cina stanno alimentando un cauto ottimismo riguardo ai metalli industriali.
Gli esperti di commodities del governo australiano prevedono un’ulteriore debolezza del minerale di ferro, un rafforzamento dell’uranio e prezzi elevati per l’oro.
Cosa ci riserva il 2025 per i prezzi del rame? Le previsioni di analisti, banche d’investimento ed esperti non sono troppo positive.
Gli analisti di Citi prevedono un 2025 difficile per il rame, condizionato da una domanda debole, dazi commerciali e rallentamento economico globale.
I cavi elettrici delle centrali nucleari dismesse, fino ad oggi inceneriti, possono essere riciclati grazie a una nuova tecnica sperimentata con successo dalla Veolia.