Il venerdì nero dei metalli: rame -3,5%, alluminio -3%, oro -11,4% e argento -35,9%
Una violenta presa di profitto ha colpito i mercati dei metalli. La correzione si è estesa ai titoli minerari, cancellando in poche ore miliardi di capitalizzazione.
Una violenta presa di profitto ha colpito i mercati dei metalli. La correzione si è estesa ai titoli minerari, cancellando in poche ore miliardi di capitalizzazione.
Il rame ha superato per la prima volta i 14.000 dollari a tonnellata, registrando il maggiore rialzo in oltre sedici anni.
Il metallo chiave dell’economia moderna si avvia verso una fase di domanda in forte crescita, mentre l’offerta resta rigida. Secondo stime recenti, senza nuovi investimenti il mercato potrebbe affrontare un deficit significativo entro il 2040.
Nel 2026 il mercato dei metalli resta al centro delle dinamiche globali, sospinto da deglobalizzazione, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Le Big Tech entrano direttamente nella filiera del rame, trattando il metallo non più come una semplice commodity, ma come una risorsa strategica per data center, intelligenza artificiale e obiettivi climatici di lungo periodo.
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
Per la prima volta nella storia, i future sul rame hanno superato i 13.000 dollari a tonnellata. Ecco che cosa c’è dietro…
Le borse del rame di New York e Shanghai sono tornate a salire per recuperare il terreno che avevano perso …
Il rame si accinge a chiudere l’anno su nuovi massimi storici, spinto da tensioni sull’offerta, flussi straordinari verso gli Stati Uniti e crescenti aspettative legate alla transizione energetica e all’intelligenza artificiale.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Il rame si avvia verso un deficit strutturale dal 2026, spinto dalla crescita di data center, reti elettriche e veicoli elettrici, mentre l’offerta fatica a reagire tra ritardi nei progetti, vincoli geopolitici e investimenti insufficienti.
Il mercato del rame si prepara al 2026 con fondamentali sempre più in tensione. In un contesto di deficit strutturale, prezzi elevati e volatilità potrebbero diventare la nuova normalità.
Il rame continua a infrangere record mentre gli operatori scommettono su una carenza globale imminente. Citigroup prevede prezzi fino a 13.000 dollari a tonnellata entro il 2026.
Rame e argento hanno toccato nuovi record. I due metalli stanno attraversando una fase di rialzi senza precedenti, alimentati da deficit strutturali e crescente domanda industriale.
Gli analisti di UBS prevedono un forte rialzo dei prezzi del rame nel 2026, spinti da un deficit di mercato in rapido ampliamento e da un’offerta sempre più fragile.
Il rame è sceso ai minimi delle ultime due settimane con la peggior performance settimanale da aprile, penalizzato dai timori …
Cochilco rivede al rialzo le stime sul rame: prezzi attesi ai massimi storici tra il 2025 e il 2026, spinti dalla debole produzione cilena e da una domanda ancora in crescita, seppur più moderata.
Le nuove previsioni di ING sulle materie prime premiano oro e rame, spinti da domanda solida e tassi reali più bassi, mentre petrolio e gas restano sotto pressione per l’abbondanza di offerta.
Il prezzo del rame è sceso dopo il record di ottobre sopra gli 11.000 dollari a tonnellata, segnando una correzione naturale in un mercato che aveva sopravvalutato i rischi di carenza. Tuttavia, le recenti difficoltà nelle principali miniere mondiali fanno temere nuovi squilibri nell’offerta: dopo due anni di surplus, il mercato globale del rame potrebbe tornare in deficit già nel 2026.
Prezzo record e ritorno dei fondi: il metallo rosso torna sotto i riflettori, tra domanda in crescita e forti incognite geopolitiche.
Un analisi approfondita sul commercio globale di rottami di rame nel 2025. Dove si stanno spostando i flussi del riciclo di metallo rosso? Quali sono i driver che li stanno indirizzando?
I fermi produttivi nelle miniere, i costi crescenti e la domanda trainata da transizione energetica e difesa stanno ridisegnando gli equilibri di un metallo sempre più strategico.
Secondo Bank of America, la domanda di metalli è destinata a esplodere, con un deficit globale di rame di 6 milioni di tonnellate entro il 2035.
Il mercato del rame è diviso tra chi prevede nuovi record di prezzo e chi invece teme un eccesso di offerta e una domanda in calo.
Le antiche fonderie di rame potrebbero aver accidentalmente gettato le basi per l’Età del Ferro, innescando uno dei più grandi balzi tecnologici della storia.
Il prezzo del rame ha toccato il massimo degli ultimi 16 mesi, alimenta una corsa all’acquisto che riaccende i timori di carenza globale.
Secondo Citi, i prezzi del rame e dello stagno potrebbero arrivare nel corso di questo decennio a livelli mai toccati prima.
Secondo Goldman Sachs, il metallo rosso è destinato a stabilizzarsi sopra i 10.000 dollari, trasformandosi in un asset strategico per la transizione energetica globale.
La domanda globale di rame cresce più velocemente dell’offerta e il riciclo, in aumento del 5,4% nei primi mesi del 2025, si conferma una leva cruciale per bilanciare il settore,
Le difficoltà produttive nelle principali miniere mondiali e scorte ai minimi storici alimentano la tensione, mentre la domanda resta sostenuta da Cina ed Europa.