Rame, alluminio e platinoidi: perché i prezzi non seguono più solo la domanda

Tra tassi alti, guerra in Iran e fame di rame per l’AI, i mercati dei metalli industriali e preziosi vivono un 2026 nervoso: rame sostenuto da domanda strutturale e offerta in affanno, alluminio che ha già dimenticato il premio geopolitico, platinoidi divisi tra la resilienza del platino e il crollo di fiducia sul palladio.


I prezzi dell’alluminio tornano appesi allo Stretto di Hormuz

Nel 2026 l’alluminio ha oscillato tra oltre 3.700 e circa 3.019 dollari per tonnellata, seguendo le tensioni nello Stretto di Hormuz. Dietro la volatilità, tuttavia, restano domanda solida, deficit globale e limiti concreti all’espansione produttiva in Cina e Indonesia.


Scorte di piombo al top storico, prezzi ai minimi dal 2022

Le scorte di piombo sul LME toccano il massimo storico dal 1970 dopo due consegne record di Trafigura a Singapore. Dietro l’ondata di metallo si nasconde un gioco di incentivi di magazzino, mentre i prezzi scivolano verso i minimi dal 2022.


Rame contro alluminio: la guerra silenziosa della sostituzione

Cresce la sostituzione del rame con l’alluminio in settori a basso valore tecnico. Mentre AI e motori EV restano fedeli al rame, il deficit strutturale previsto fino al 2040 suggerisce che la sostituzione è una valvola di sicurezza, non una minaccia esistenziale per il metallo rosso.


Il nichel indonesiano torna a fare paura ai mercati

L’Indonesia si prepara ad alzare le quote di estrazione del nichel fino a 360 milioni di tonnellate nella seconda metà del 2026, invertendo la stretta di inizio anno. Una storia di potere regolatorio, investimenti cinesi e catene di fornitura sempre più fragili.