Metalli da guerra: il problema non è il prezzo, ma trovarli
Il conflitto in Iran ha riacceso le tensioni sui metalli critici per il settore militare: prezzi in forte crescita, disponibilità ridotta e filiere sotto pressione.
Il conflitto in Iran ha riacceso le tensioni sui metalli critici per il settore militare: prezzi in forte crescita, disponibilità ridotta e filiere sotto pressione.
Il rame resta sopra i 13.400 dollari spinto da tensioni geopolitiche e carenze di acido solforico. La Cina stringe l’offerta mentre Congo e Cile rischiano tagli produttivi. Il mercato guarda già a quota 15.000 dollari.
Il mercato dell’alluminio oscilla tra tregue illusorie e tensioni reali: il Medio Oriente spinge verso un deficit strutturale che sostiene i prezzi nonostante la volatilità.
Tra de-dollarizzazione, ESG e costi estrattivi in aumento, il mercato dell’oro ha cambiato struttura in modo permanente.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha innescato una crisi globale dello zolfo che colpisce direttamente la produzione di rame in Congo e Cile e di nichel in Indonesia. Con i costi in impennata e le scorte in esaurimento, la competizione con il settore agricolo rende il problema strutturale, indipendentemente dall’esito del cessate il fuoco.
Un’analisi sui nuovi equilibri del rame, con prezzi vicini ai massimi storici che nascondono il crollo senza precedenti dei margini di raffinazione e un mercato ostaggio della geopolitica e del monopolio asiatico.
Quest’anno il mercato dello zinco ha visto segnali contrastanti, con l’aumento dell’offerta mineraria, mentre la capacità di raffinazione rimane ancora …
Le restrizioni alle esportazioni di rottami, in crescita in Europa e altrove, rischiano di frammentare un sistema commerciale globale che funziona per ragioni economiche, non politiche.
La crisi geopolitica in Medio Oriente sta innescando un profondo deficit nel mercato dell’alluminio, con prezzi proiettati verso i 3.800 dollari a tonnellata, mentre l’offerta di allumina resta in apparente equilibrio.
La crisi in Medio Oriente innesca un effetto domino sui mercati delle commodity: costi logistici fuori controllo e rincari energetici stravolgono le dinamiche produttive di acciaio inossidabile e nichel, acuendo il divario tra i volumi dell’Asia e le difficoltà dell’Europa.
Il mercato dell’alluminio non è trainato dalla carenza attuale, ma dalla paura di quella futura: premi in rialzo, scorte strategiche e supply chain rigide stanno ridisegnando le regole del gioco.
La guerra USA-Iran pesa sull’economia globale tra lo 0,4% e lo 0,7% del PIL e riaccende il mercato bullish sull’oro, mentre i metalli industriali soffrono per il caro carburante e le prospettive di crescita più deboli.
Emirates Global Aluminium ha invocato la clausola di “forza maggiore” su alcune forniture, mentre l’alluminio sale a 3.498 dollari. Sullo sfondo, la chiusura dello Stretto di Hormuz minaccia una cascata di tagli produttivi nel Golfo.
Nuovo report sui rottami di rame di Persistence Market Research: opportunità, limiti e implicazioni geopolitiche nel nuovo ciclo di una delle materie prime più importanti.
La guerra nel Golfo ha messo in crisi il mercato globale dell’alluminio, tra interruzioni logistiche, dazi e aggiustamenti industriali che rivelano fragilità strutturali.
Analisi aggiornata del mercato delle terre rare nel 2026: prezzi, offerta, domanda, rischi geopolitici, restrizioni cinesi e scenari futuri per investitori e aziende.
Il rame perde slancio sotto il peso della crisi energetica e del conflitto in Medio Oriente. Secondo Goldman Sachs, tra domanda in rallentamento, prezzi sopra il fair value e rischio Hormuz, il mercato torna vulnerabile.
Secondo Eurofer, la sovraccapacità globale di acciaio è a livelli record e sta mettendo sotto pressione l’Europa. Tra quote, scadenze e contraddizioni, il mercato si sta trasformando in un sistema di scarico delle eccedenze.
L’Italia ha fatto la scelta giusta troppo presto? Mentre l’Europa discute ancora di decarbonizzazione, il sistema siderurgico italiano è già …
La guerra sta ridisegnando i mercati: l’alluminio vola per carenza di offerta, il rame rischia il surplus per una domanda debole.
I produttori globali di alluminio si trovano ad affrontare crescenti incertezze in merito all’approvvigionamento energetico.
Gli attacchi a Mobarakeh Steel e Khouzestan Steel segnano l’ingresso diretto della guerra nella capacità produttiva siderurgica del Medio Oriente.
L’attacco alle infrastrutture dell’alluminio in Medio Oriente amplificano i timori di shock dell’offerta. Non crescono solo i prezzi dell’alluminio, ma anche quelli dei titoli azionari del settore.
JP Morgan mette in guardia contro un’imminente crisi globale dell’offerta che inizierà a esaurire progressivamente le scorte di petrolio a partire da aprile.
Il premio europeo dell’alluminio vola, spinto da tensioni geopolitiche, rincari energetici e vincoli logistici. L’Europa, fortemente dipendente dalle importazioni, affronta un aumento strutturale dei costi destinato a ridefinire gli equilibri del mercato.
Deflussi record dagli ETF sulle commodity nel pieno della crisi in Medio Oriente: oro e argento sotto pressione mentre gli investitori privilegiano liquidità e realizzo dei profitti.
Il blocco dello Stretto di Hormuz sta spingendo al rialzo i costi energetici e logistici, con impatti diretti su acciaio, cemento, alluminio e rame, ridisegnando gli equilibri del settore edile.
Goldman Sachs alza le sue previsioni sul prezzo dell’alluminio a causa delle riduzioni dell’offerta, anche se la domanda cresce lentamente.
● MARKET INTELLIGENCE · Report rottami Italia Marzo 2026 Il settore dei rottami in Italia Analisi completa del settore 2020–2025 …
Un possibile conflitto prolungato con l’Iran potrebbe ridisegnare il mercato del rame, comprimendo domanda e margini mentre aumentano costi e incertezze.