A settembre i prezzi dell’elettricità sono aumentati in tutti i principali mercati europei, spinti dal rincaro del gas naturale, dall’incremento dei costi delle emissioni di CO₂, dalla maggiore domanda e dalla minore produzione solare rispetto ad agosto. Secondo i dati di Ember aggiornati al 5 ottobre, l’Italia si conferma il mercato più caro tra quelli considerati, con un prezzo medio di 207,3 euro/MWh, in crescita del 15% su base mensile.
In Germania il prezzo ha raggiunto 145,4 euro/MWh (+15,2%), mentre Francia e Spagna si sono attestate entrambe a 143,2 euro/MWh, con aumenti rispettivamente del 14% e del 20,3%. In Svezia il rialzo è stato ancora più marcato in termini percentuali, pari al 31,6%, portando il prezzo a 75,4 euro/MWh. Anche nell’Europa centrale i valori restano elevati: ad agosto la Slovacchia ha registrato una media di 163,7 euro/MWh e l’Ungheria di 178,6 euro/MWh. In Polonia il prezzo si è fermato a 149,9 euro/MWh, sostenuto da un sistema elettrico ancora fortemente dipendente dal carbone.
Secondo AleaSoft, il principale fattore di pressione è stato il gas naturale. A settembre i futures TTF con consegna a un mese hanno registrato una media di 75,34 euro/MWh, in aumento del 21% rispetto ad agosto e del 133% su base annua. Si tratta del livello mensile più alto da dicembre 2022. A pesare sono stati gli stoccaggi europei ridotti, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le limitazioni nelle forniture di gas naturale liquefatto (GNL). Anche le quote di emissione di CO₂ hanno contribuito al rincaro, con una media di 85,63 euro per tonnellata, in crescita del 4% mensile e del 9,5% annuo.
Per Germania e Italia si tratta dei prezzi mensili medi più elevati da gennaio 2023. In Spagna e Portogallo non si registravano valori analoghi da settembre 2022, mentre in Francia il picco non si vedeva da marzo 2023.
La crisi energetica torna così al centro dell’agenda europea. A fine settembre, il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha invitato gli Stati membri a ridurre i consumi di gas ed elettricità per contenere i prezzi, precisando che non sussistono al momento rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti. Le eventuali misure nazionali, ha sottolineato, dovranno essere mirate e temporanee.
In un successivo incontro informale dei ministri dell’Energia a Dublino, Jørgensen ha inoltre dichiarato che, dall’inizio della guerra in Iran, i paesi della UE hanno speso 100 miliardi di euro aggiuntivi per le importazioni energetiche, senza ottenere quantità supplementari di gas o petrolio. Per Bruxelles, accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili resta quindi una priorità strategica per ridurre la dipendenza energetica dall’estero.
| Paese | Prezzo medio (€/MWh) | Variazione mensile |
|---|---|---|
| Italia | 207,3 | +15,0% |
| Ungheria | 178,6 | — |
| Slovacchia | 163,7 | — |
| Germania | 145,4 | +15,2% |
| Francia | 143,2 | +14,0% |
| Spagna | 143,2 | +20,3% |
| Polonia | 149,9 | — |
| Svezia | 75,4 | +31,6% |
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