L’industria siderurgica dell’Ucraina al collasso dopo gli ultimi attacchi russi

L’industria siderurgica ucraina, uno dei pilastri dell’economia nazionale, è stata praticamente annientata dagli ultimi attacchi missilistici russi. Secondo il Financial Times, gli impianti siderurgici nelle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk sono stati colpiti duramente, costringendo alla sospensione della produzione. I principali stabilimenti rimasti operativi nel paese rappresentavano complessivamente circa il 90% della produzione di acciaio ucraina.

Tra gli impianti interessati figurano quelli di Metinvest e lo stabilimento di ArcelorMittal Kryvyi Rih, uno dei maggiori complessi siderurgici del paese. Gli attacchi hanno colpito infrastrutture produttive e sistemi necessari al funzionamento degli impianti, aggravando una situazione già compromessa dalla guerra, dai problemi logistici e dalla riduzione delle esportazioni.

La situazione è particolarmente critica perché la siderurgia ucraina era già stata pesantemente ridimensionata dall’inizio del conflitto. La perdita degli impianti fino a pochi giorni orsono operativi rischia di avere conseguenze significative non soltanto sulla produzione industriale, ma anche sull’occupazione, sulle esportazioni e sulle entrate fiscali dello Stato.

Secondo le dichiarazioni riportate dal Financial Times, nei grandi stabilimenti coinvolti lavorano complessivamente oltre 15.000 persone. Alexander Vodoviz, responsabile dell’ufficio del CEO di Metinvest, ha descritto la situazione in termini drastici, affermando che l’Ucraina non ha più, di fatto, un’industria siderurgica operativa.

Il problema non riguarda quindi soltanto i danni materiali agli impianti. La ripetizione degli attacchi rende difficile programmare la ripartenza e soprattutto valutare i tempi necessari per il ripristino della capacità produttiva. In queste condizioni, la ricostruzione della siderurgia appare estremamente complessa.

Il settore rappresentava storicamente una componente fondamentale dell’economia ucraina e una fonte importante di valuta attraverso le esportazioni. La sua paralisi rischia pertanto di amplificare le difficoltà economiche del paese proprio mentre la guerra continua a richiedere ingenti risorse.

La questione assume inoltre un’importanza strategica in vista della futura ricostruzione. Senza una base industriale siderurgica funzionante, l’Ucraina rischia di affrontare la fase della ricostruzione con una capacità produttiva molto più ridotta rispetto al passato. Il conflitto non sta quindi soltanto danneggiando singoli impianti, ma sta modificando profondamente la struttura industriale del paese.

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