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I vulcani più pericolosi in Italia

L’Italia è la terra di uno dei più pericolosi vulcani del mondo: il Vesuvio. Anche se l’ultima eruzione risale al 1944, esistono fondati timori su un risveglio del vulcano, le cui eruzioni hanno un ciclo di soli 20 anni.

Il conto alla rovescia per l’eruzione distruttiva di ogni vulcano è già cominciato.

Per fortuna, è un conto alla rovescia su base geologica, cosa che rende possibile che alcuni eventi distruttivi avvengano quando la specie umana sarà già estinta. Tuttavia, non è possibile saperlo con certezza e nessuno può dire quando potranno ripetersi drammatici eventi come quelli che hanno spazzato via una città come Pompei.

Di certo, possiamo classificare i vulcani più pericolosi, molti dei quali si trovano in Italia, prendendo in considerazione le grandi eruzioni vulcaniche del passato e la loro vicinanza ad aree densamente popolate, dove una grande esplosione potrebbe provocare un numero di morti quasi inimmaginabile.

Ecco perciò la graduatoria dei vulcani più pericolosi esistenti in Italia.

1

VESUVIO. Situato nel Golfo di Napoli, è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale e uno dei più pericolosi esistenti a causa dell’elevato numero di persone che abitano le zone circostanti. È particolarmente interessante per la sua storia geologica e, per questo motivo, è uno dei vulcani più studiati. Si tratta di un vulcano esplosivo, la cui ultima eruzione ebbe luogo nel 1944 e, da allora, è considerato in uno stato di quiescenza ma, trovandosi nella regione vulcanica più densamente popolata di tutto il mondo, è considerato assai pericoloso. L’eruzione più famosa è stata quella del 79 d.C., che provocò la distruzione delle città di ErcolanoPompeiOplontis e Stabia.

2

CAMPI FLEGREI. Geologicamente parlando, la vasta area a ovest della città di Napoli, chiamata Campi Flegrei, è una grande caldera in stato di quiescenza, con un diametro di circa 15 chilometri. La zona è nota sin dall’antichità per la sua vivace attività vulcanica. Tra il 1982 e il 1984 sono stati rilevati circa 10.000 terremoti, qualche centinaio dei quali avvertiti anche dalla popolazione. Inoltre, nel 2009, alcuni scienziati pubblicarono un articolo che affermava come l’innalzamento della caldera, avvenuto tra il 1970 e il 1972 e tra il 1980 e il 1982, fosse il presagio di un evento eruttivo entro il decennio.

3

ETNA. È un complesso vulcanico della Sicilia e rappresenta il vulcano attivo più alto dell’Eurasia (3.343 metri). Le sue eruzioni hanno cambiato nel tempo le aree circostanti, le cui popolazioni sono state spesso minacciate dalla frequente attività vulcanica. Attualmente, vi sono 4 crateri attivi. In genere, le eruzioni dell’Etna sono fortemente distruttive per le cose, ma non per le persone.

4

STROMBOLI. Lo Stromboli è uno dei vulcani più attivi del mondo, essendo in uno stato di quasi continua eruzione dal 1932. Per la sua frequente attività negli ultimi 2.000 anni e per la visibilità delle sue eruzioni, soprattutto di notte, è stato chiamato il “Faro del Mediterraneo“. L’isola di Stromboli, la più settentrionale delle Eolie, è una formazione vulcanica la cui storia geologica risale a circa 200.000 anni fa.

5

MARSILI. È un vulcano sottomarino che si trova a 140 chilometri a nord della Sicilia e a circa 150 chilometri ad ovest della Calabria. È il vulcano più grande d’Europa ed è considerato potenzialmente pericoloso poiché potrebbe innescare un maremoto che colpirebbe le coste tirreniche meridionali. Non è l’unico vulcano attivo e pericoloso presente nel Tirreno, ma è in compagnia del Magnaghi, del Vavilov e del Palinuro.

6

ISCHIA. L’intera isola d’Ischia rappresenta la porzione sommitale di un apparato vulcanico alto circa novecento metri dal fondo del mare. Il Monte Epomeo, la montagna che sovrasta l’isola, non sarebbe un vulcano ma una struttura vulcano-tettonica generata dalla spinta di una massa magmatica poco profonda.

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