Metalli Rari

Un salvagente contro la crisi

Negli ultimi anni abbiamo letto moltissime notizie e analisi sull’importanza dei metalli rari per l’economia mondiale e per lo sviluppo delle tecnologie moderne.

Abbiamo letto come la Cina detenga il controllo della maggior parte di questi metalli, che nel caso delle terre rare si traduce in una percentuale del 95% della produzione mondiale. Il mercato dei metalli rari è assai più ristretto rispetto a quello dei tradizionali metalli industriali, quali rame, alluminio o zinco. Non hanno una borsa ufficiale per le quotazioni e non è possibile operare con strumenti derivati sui metalli rari (ciò li mette al riparo dalle speculazioni delle banche d’affari). Silenziosamente, questo mercato sta guadagnando l’attenzione di un sempre maggior numero di investitori privati.

I metalli rari, chiamati anche metalli strategici, sono considerati come un mercato anelastico, poichè vengono principalmente ricavati come sotto-prodotto di altri metalli, quali rame e zinco. Ciò rende assai difficile aumentare la quantità di metalli estratti. Infatti non è vantaggioso per le aziende minerarie aprire delle miniere con il solo scopo di estrarre metalli rari.

La domanda di metalli rari è in crescita esponenziale. Le vendite di telefoni cellulari, smartphone, pannelli solari, schermi LCD, IPad, veicoli ibridi, dispositivi militari, dipendono dai metalli rari. Il National Geographics ha denominato questi metalli come “l’ingrediente segreto per quasi tutto”.


Il verificarsi di una domanda crescente con le restrizioni che la Cina ha imposto alle proprie esportazioni di metalli rari, ha fatto nascere una grande opportunità di investimento per chi intravede un futuro con una crescita per le nuove tecnologie ed tutte le energie alternative.

Da pochi mesi anche gli investitori privati possono acquistare fisicamente questi metalli con lo scopo di investire su beni sicuri e di valore, che nel futuro acquisteranno un’importanza determinante e che Deng Xiao Ping, famoso Presidente della Cina nel 1992, aveva riassunto con la frase “il Medio Oriente possiede il petrolio, ma la Cina detiene i metalli rari!”.

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