Mercati

La grave malattia del rame si chiama Cina e potrebbe essere una pandemia

In questi giorni le quotazioni del rame sono state colpite da perdite pesanti e gli investitori sono preoccupati che possa essere il segnale di una grave crisi per tutta l’economia cinese.

Un malato per il quale non si trovano ne cure ne ricostituenti. Questa è la fotografia del rame come appare in questi giorni, depresso da un’economia cinese che non fa nulla per guarire il malato.

Le quotazioni del rame se la sono vista molto brutta negli ultimi giorni: venerdì il metallo rosso ha cominciato a scendere e mercoledì è arrivato a toccare i 6.376 dollari per tonnellata, il livello più basso da luglio 2010. Da inizio anno le quotazioni del rame hanno perso il 13% ma le perdite si sono concentrate nell’ultima settimana.

Per gli esperti di economia, il rame è un termometro molto importante e perciò qualcuno lo ha soprannominato Doctor Copper.

Ma quello che sta succedendo ha le sue radici nel sistema finanziario della Cina, messo sotto pressione dalla sua fragile economia.

Più i prezzi del rame scendono e meno valgono le garanzie date sui prestiti, facendo traballare tutto il sistema finanziario cinese

Infatti, i contratti sul rame vengono utilizzati come garanzia sui prestiti, motivo che ha scatenato le vendite di metallo rosso non appena il governo cinese ha reso visibili delle crepe nel settore finanziario.

Più i prezzi del rame scendono e meno valgono le garanzie date sui prestiti, facendo traballare tutto il sistema finanziario cinese. Per questo motivo, molti investitori cominciano a preoccuparsi seriamente.

Sembra che le vendite di rame di questi giorni siano state innescate dal default di una piccola società che produce pannelli solari, la Chaori Solar, insolvente nei pagamenti.

Gli investitori hanno capito che il governo cinese abbandonerà al loro destino le società in difficoltà.

Questo cambio di rotta da parte delle autorità di Pechino, potrebbe innescare un effetto domino sui detentori di garanzie che potrebbero ritirare i prestiti concessi e abbandonare le società indebitate, che diventerebbero insolventi data la continua svalutazione delle garanzie fornite.


Inoltre, il mercato finanziario cinese andrebbe verso una stretta finanziaria e verso una ridotta necessità di garanzie, con la conseguenza che tutto il rame chiuso nei magazzini a pegno, ritornerebbe sul mercato facendo scendere drammaticamente i prezzi. Il rischio è che ciò possa portare ad una destabilizzazione di tutto il mercato finanziario cinese con un impatto doloroso sull’intera economia del paese.

L’unica cura efficace potrebbe arrivare dal mercato: i prezzi bassi del rame potrebbero attirare nuovi compratori e innescare una domanda in salita per i prossimi mesi. Ma in questi giorni non sono in molti a crederci …

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