Cresce la domanda di terre rare, soprattutto di neodimio

La domanda e i prezzi delle terre rare stanno crescendo. In particolar modo il neodimio, utilizzato nei motori magnetici come quello della nuova autovettura Tesla Model 3 Long Range.

I prezzi sul mercato delle terre rare stanno crescendo. Lo scorso mese, ittrio, ossido di terbio, ossido di neodimio, ossido di europio e ossido di disprosio hanno messo a segno guadagni fino all’1%.

Gli occhi degli esperti sono puntati soprattutto sul neodimio, che risulterà ancora più sotto pressione dopo l’annuncio della Tesla circa il motore magnetico per la sua nuova auto Model 3 Long Range.

Secondo IMARC, società specializzata in ricerche di marketing, il mercato dei magneti al neodimio ferro-boro (utilizzato nei motori magnetici) vale oggi più di 11,3 miliardi di dollari. Tutto questo in un contesto in cui la domanda globale di neodimio ha superato l’offerta di 3.300 tonnellate.

Con la domanda di veicoli elettrici che cresce sempre più, anche la domanda di metalli delle terre rare, come il neodimio, è destinata ad aumentare.

Che ruolo giocheranno le terre rare nella guerra commerciale USA-Cina?

Come noto, sul fronte dell’offerta esiste il grosso problema del predominio della Cina sul mercato globale. Oggi più che mai, viste le tensioni commerciali con gli Stati Uniti derivanti dai recenti dazi per acciaio e alluminio, il monopolio cinese sulle terre rare potrebbe rivelarsi più dannoso di quanto si potesse pensare. E il mercato del neodimio sarebbe il primo a subirne le conseguenze.

In precedenza, la Cina aveva addirittura imposto un divieto all’esportazione di neodimio. Fortunatamente, il divieto è stato revocato nel 2015 ma gli esperti temono che potrebbe ripetersi.

Lo scorso mese, Bloomberg ha azzardato delle ipotesi su come la Cina potrebbe reagire ai pesanti dazi americani sui prodotti cinesi.

Pensando al 2010, è facile ricordare quando la Cina troncò tutte le licenze di esportazioni di terre rare verso il Giappone. Si trattò di una ritorsione a seguito delle tensioni politiche per la contesa di alcune isole nel Mar Cinese orientale. In quell’occasione, l’industria elettronica e automobilistica giapponesi subirono un duro colpo e rischiarono di non poter disporre di forniture di terre rare, indispensabili per la produzione.

Si ripeterà la stessa cosa, come ritorsione nei confronti dei dazi di Donald Trump?

Nel frattempo, il mondo intero è alla ricerca di nuovi depositi di terre rare. Come riporta The Guardian, gli scienziati tedeschi stanno usando i droni dotati di telecamere e sensori speciali per scovare nuove fonti di metalli. Infatti, i riflessi di luce prodotti dai vari minerali, ne facilitano l’individuazione dall’alto.

In attesa di nuovi giacimenti per il futuro, inutile girarci intorno… è proprio adesso che la mobilità elettrica e molti altri prodotti high-tech non possono fare a meno delle terre rare!

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