Metalli Rari

Contrabbandieri di terre rare

Un fenomeno sottovalutato dalla maggior parte degli osservatori internazionali ma determinante per stabilire gli equilibri dei prezzi di un mercato così strategico a livello mondiale.

Contrabbandieri di terre rare

È risaputo che la Cina produce oltre il 90% delle terre rare (REE – Rare Earth Elements) del mondo e che per questo motivo controlla di fatto i prezzi di questi metalli strategici. Inoltre, questo predominio comporta che il governo cinese determina la produzione e le esportazioni di terre rare, anche per controllarne i prezzi.

Non è invece per nulla risaputo che una grande quantità di terre rare vengono contrabbandate illegalmente dalla Cina. Questo fenomeno, che ha contribuito a riversare sul mercato un quantitativo di terre rare in eccesso rispetto alla domanda, ha depresso i prezzi della maggior parte degli ossidi delle terre rare nel corso dell’ultimo anno.

Il Ministero dell’Industria cinese ha stimato che il mercato nero produce circa 40.000 tonnellate all’anno. Per combattere questo fenomeno, il governo cinese si è impegnato da qualche anno nel colpire e sradicare i contrabbandieri e nel chiudere con la forza le estrazioni e le vendite illegali.

La Cina continuerà a rivestire un ruolo dominante in questo mercato, nonostante gli sforzi di alcune aziende occidentali di contrastare questo predominio

Questa campagna governativa ha sortito recentemente degli effetti positivi sui prezzi delle terre rare: alcuni tra questi metalli, il disprosio per esempio, hanno visto le quotazioni raddoppiare da giugno ad oggi. L’impegno dell’esercito cinese nella chiusura coatta di miniere clandestine e nell’arresto di numerosi contrabbandieri ha prodotto un risultato migliore rispetto al contingentamento governativo delle quantità di terre rare esportate.

Tutti gli anni, anche in sede internazionale, si scatenano delle polemiche sulle quantità di terre rare che la Cina decide di esportare. Da qualche giorno è stata pubblicata la quota di esportazione per quest’anno di circa 94.000 tonnellate, una quantità simile a quella degli ultimi due anni.


In realtà le quote di esportazione hanno meno importanza di quanto si potrebbe credere, soprattutto per due motivi: la Cina non rispetta mai le quote annunciate (esporta sempre una quantità inferiore) e il fenomeno del contrabbando altera in modo significativo l’equilibrio del mercato.

La Cina continuerà a rivestire un ruolo dominante nel mercato delle terre rare globale, nonostante gli sforzi di alcune aziende occidentali di contrastare questo predominio. Ma concorrente più pericoloso per la Cina rimane la Cina stessa con i suoi contrabbandieri di terre rare e la partita per determinare i prezzi di questi elementi è tutta giocata in casa, tra mercato nero e mercato ufficiale.

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