Le crescenti preoccupazioni per la recessione spingeranno l’oro verso nuovi massimi

Per alcuni analisti, nelle prossime settimane, assisteremo a nuovi massimi per i prezzi dell’oro. Ecco perché…

Quando si parla di economia americana si parla anche di oro. E, in questi giorni, l’impressione di alcuni economisti è che l’economia stia entrando in recessione più velocemente di quanto i mercati si aspettino.

Negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione (U1, cioè persone senza lavoro da più di 15 settimane) segnala il pericolo recessione. Nel frattempo, le aspettative di inflazione a lungo termine hanno raggiunto il 3,2% e un nuovo massimo da 12 anni. Dopo decenni di bassa inflazione, i consumatori americani cominciano a rendersi conto che qualcosa è cambiato è che l’inflazione non se ne andrà tanto presto.

Momento fortunato per i metalli preziosi

A detta di tutti, sembra che abbiamo raggiunto il picco dei tassi di interesse, ma la FED potrebbe essere assai lenta nel tagliare i tassi nel 2024, temendo un rimbalzo dell’inflazione in stile anni ’70.

I fallimenti negli Stati Uniti stanno aumentando vertiginosamente, mentre il mondo cerca di adeguarsi a tassi d’interesse sempre più alti. Se durante lo scorso decennio le società zombie sono state mantenute in vita dalla politica dei tassi di interesse a zero, adesso quell’epoca è finita e migliaia di aziende non redditizie rischiano la bancarotta.

In questo difficile scenario economico, si inserisce il momento fortunato per molti metalli preziosi. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, per l’oro il pullback di metà ciclo è completo (i prezzi hanno toccato il fondo a 1.935,60 dollari). Ciò significa che i prezzi del metallo giallo dovrebbero superare il massimo di ottobre nelle prossime settimane. Chiusure prolungate sopra i 2020 dollari apriranno la porta ad un nuovo test e ad un potenziale breakout sopra i 2.090 dollari a dicembre (oggi, 20 novembre, le quotazioni sono a 1.974 dollari per oncia).

L’argento aspetta nuovi massimi, il platino rimane depresso

I prezzi dell’argento, dopo aver toccato la scorsa settimana il fondo a 21,92 dollari, hanno rapidamente superato il massimo di ottobre. Le chiusure progressive superiori a 24 dollari apriranno la porta ad un nuovo test della linea rialzista di tendenza triennale (oggi, 20 novembre, le quotazioni sono a 23,46 dollari per oncia).

Depressi invece i prezzi del platino, che hanno toccato il fondo adagiandosi su un minimo leggermente inferiore a quello precedente. Per il momento, non si intravedono segnali che possano far pensare ad un cambio di trend (oggi, 20 novembre, le quotazioni sono a 922,7 dollari per oncia).

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