La Cina frena l’export di grafite. Un guaio per le batterie occidentali

Il più grande produttore ed esportatore mondiale di grafite, ha deciso di ridurre le esportazioni del materiale per batterie.

Un altro materiale critico controllato dalla Cina (era già successo con il gallio) rischia di provocare gravi problemi alla catena delle forniture dei paesi occidentali.

Pechino ha infatti dichiarato che richiederà permessi all’esportazione per alcuni prodotti di grafite per proteggere la sicurezza nazionale. Di fatto, un tentativo di controllare l’offerta di minerali critici a tutto vantaggio del suo predominio manifatturiero globale.

Il più grande produttore e raffinatore del mondo

La Cina non è soltanto il principale produttore ed esportatore di grafite al mondo, ma raffina anche oltre il 90% della grafite mondiale. Si tratta del materiale utilizzato praticamente in tutti gli anodi delle batterie dei veicoli elettrici (il polo negativo di una batteria).

I nuovi limiti sulla grafite imposti dalla Cina sono simili a quelli entrati in vigore il primo agosto per il gallio e il germanio, che hanno ridotto le esportazioni e fatto salire i prezzi al di fuori del paese.

La decisione cinese arriva proprio mentre l’Unione Europea (UE) sta valutando l’imposizione di dazi sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese, sostenendo che beneficiano ingiustamente di sussidi governativi. Inoltre, a inizio di questa settimana, il governo americano ha imposto nuovi limiti all’accesso delle aziende cinesi ai semiconduttori, compreso il blocco delle vendite di chip di intelligenza artificiale della Nvidia.

Probabilmente, come sostengono alcuni osservatori, le nuove restrizioni cinesi sono una risposta all’atteggiamento commercialmente ostile dell’Occidente nei sui confronti.

Non sono chiari gli impatti a breve termine, ma si teme un impennata dei prezzi al di fuori della Cina

Secondo i dati doganali cinesi, i principali acquirenti di grafite includono Giappone, Stati Uniti, India e Corea del Sud. Nel caso delle aziende sudcoreane, fortemente dipendenti dalle forniture cinesi di grafite, la nuova situazione comporterà una ricerca di alternative, forse negli Stati Uniti o in Australia, ma ciò comporterà un aggravio significativo dei costi. Il governo sudcoreano è già in allarme e sta preparando un piano per evitare interruzioni della produzione nel settore delle batterie agli ioni di litio.

Secondo gli analisti, non è chiaro quale sarà l’impatto delle nuove misure sulla grafite nel breve termine, anche se è probabile che i prezzi vengano spinti verso l’alto al di fuori del mercato cinese. Ad oggi, secondo Mysteel, i prezzi della grafite sono in discesa di circa il 25% da inizio anno a causa del calo della domanda da parte del settore dei veicoli elettrici.

La nuova limitazione alle esportazioni di grafite diventerà operativa a partire dal primo dicembre di quest’anno.

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