È certo il calo dell’economia cinese. Quale l’impatto sui metalli?

La frenata dell’economia della Cina ha spinto qualcuno a ipotizzare un crollo dei prezzi delle materie prime. Anche se non ci saranno crolli catastrofici, dovremo comunque abituarci ad un contesto economico cinese che non spingerà sempre i prezzi dei metalli verso l’alto.

Forse è arrivato il momento di abbandonare ogni speranza circa il recupero economico della Cina e il suo effetto amplificatore sui prezzi dei metalli. Anche se la speranza è l’ultima a morire, sempre più evidenze mostrano un rallentamento economico che, secondo alcuni analisti, potrebbe addirittura trascinare il paese verso un decennio di deflazione in stile giapponese.

Un recente articolo del Financial Times ha messo il dito nella piaga, evidenziando come la Cina abbia provato di tutto per stimolare la crescita economica. Dal taglio dei tassi di interesse sui prestiti al taglio dei tassi sui mutui, dalla riduzione delle tasse sulle imprese alla riduzione dei costi di ingresso nei siti turistici. A questo si sono aggiunti i sussidi per i veicoli elettrici, l’allentamento di molte normative, gli interventi sul mercato Forex e l’estensione degli orari di negoziazione dei titoli azionari in borsa.

Importazioni di alluminio in discesa

Nel frattempo, il settore immobiliare è precipitato in una crisi che solleva enormi preoccupazioni (l’edilizia svolge un ruolo cruciale nella crescita della Cina, rappresentando oltre il 30% della domanda).

Naturalmente, il calo delle importazioni influenzeranno negativamente i prezzi dei metalli. Prendiamo il caso dell’alluminio, le cui importazioni sono diminuite in modo significativo a causa della debole domanda interna e dell’aumento della produzione delle fonderie cinesi (principalmente quelle dislocate nella regione dello Yunnan). Tutto ciò mentre l’alluminio russo a buon mercato inondava il paese.

I consumatori cinesi hanno perso la fiducia nell’economia

Il Financial Times ha scritto che i consumatori cinesi non hanno più fiducia nell’economia, soprattutto nel settore immobiliare. Le conseguenze sono una progressiva riduzione della spesa.

Gli esperti sono concordi nel ritenere che la crescita cinese non migliorerà tanto presto e, comunque, non ritornerà mai più ai livelli che abbiamo visto negli ultimi dieci anni. Nel futuro la Cina potrà crescere soltanto a tassi da economia matura e, per quanto le sue dimensioni assolute siano molto maggiori di quanto non lo fossero dieci anni fa, è assai probabile che dovrà cedere lo scettro di locomotiva dell’economia globale a qualche altro paese.

Per quanto riguarda i prezzi dei metalli, non necessariamente questa situazione provocherà un crollo dei prezzi come alcuni temono. L’economia cinese tra qualche mese o qualche anno tornerà a crescere, ma alla stessa velocità di qualsiasi altro paese sviluppato. Nel frattempo, anche se non crolleranno, i prezzi dei metalli comunque soffriranno.

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