L’alluminio ha superato i 3.000 dollari a tonnellata per la prima volta in più di tre anni, a causa di una riduzione delle prospettive di offerta e delle scommesse sulla domanda a lungo termine. Anche altri metalli di base hanno recentemente subito un’impennata dei prezzi (rame tra tutti).
I limiti imposti alla capacità di fusione cinese e i vincoli alla produzione europea dovuti all’aumento dei prezzi dell’elettricità hanno ridotto le scorte globali, mentre le prospettive di domanda nei settori dell’edilizia e delle energie rinnovabili rimangono solide.
Secondo Bloomberg i futures sull’alluminio hanno registrato un rialzo del 17% lo scorso anno, il massimo dal 2021. Al 2 gennaio, l’alluminio LME a 3 mesi quotava 3.015,5 dollari per tonnellata.
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