Eni amplia la propria presenza nel settore delle batterie e dell’accumulo energetico attraverso una nuova partnership con Seri Industrial, puntando a rafforzare la filiera europea e a ridurre la dipendenza dalle importazioni asiatiche. Il gruppo energetico italiano investirà 55 milioni di euro nella joint venture con FIB, società controllata da Seri, per sviluppare batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), una tecnologia sempre più utilizzata nei sistemi di accumulo stazionario per le reti elettriche.
L’obiettivo è creare una filiera integrata che comprenda la produzione di celle, l’assemblaggio dei sistemi di accumulo e, in prospettiva, anche il riciclo delle batterie. I partner puntano a conquistare oltre il 10% del mercato europeo delle batterie destinate allo stoccaggio di energia.
Il progetto ruota attorno allo stabilimento di Teverola, in Campania, dove è già attiva una linea produttiva di celle LFP. Entro il primo semestre del 2027 è prevista l’entrata in funzione di una linea per l’assemblaggio di sistemi di accumulo su scala utility, mentre entro il 2029 dovrebbe essere realizzata una seconda gigafactory con una capacità produttiva superiore a 8 GWh all’anno tra celle e moduli.
L’iniziativa rafforza il posizionamento di Eni in un mercato europeo dell’energy storage in forte espansione, sostenuto dalla crescita delle energie rinnovabili e dalla necessità di rendere le reti elettriche più stabili ed efficienti.
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