La produzione siderurgica italiana mostra segnali di tenuta, ma con dinamiche divergenti tra i diversi segmenti. È quanto emerge dai dati diffusi da Federacciai per marzo 2026, che fotografano un settore ancora in equilibrio precario tra ripresa e rallentamento.
Nel mese di marzo, la produzione nazionale di acciaio si è attestata a 2,1 milioni di tonnellate, registrando un lieve incremento dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato positivo, ma in evidente frenata rispetto ai mesi precedenti: a febbraio la crescita era stata del 2,6%, mentre a gennaio si era fermata all’1,8%. Nel complesso, il primo trimestre chiude con 5,6 milioni di tonnellate prodotte, in aumento dell’1,5% su base annua.
Dietro questa apparente stabilità si nasconde però una spaccatura tra le due principali categorie di prodotti in acciaio. Da un lato, i prodotti lunghi continuano a trainare il settore visto che a marzo hanno raggiunto 1,3 milioni di tonnellate, in crescita dell’8,6% rispetto a un anno fa. Ancora più significativo il dato cumulato dei primi tre mesi, pari a 3,4 milioni di tonnellate, con un incremento dell’8,5%.
Dall’altro lato, i laminati piani restano in difficoltà. A marzo la produzione si è fermata a 818 mila tonnellate, segnando un calo del 10,3% su base annua. Una flessione che si riflette anche sul trimestre, dove i volumi, pari a 2,3 milioni di tonnellate, risultano in contrazione del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il quadro che emerge è quello di una siderurgia a due velocità e cioè resiliente e in crescita nei comparti legati alle costruzioni e alle infrastrutture, più debole invece nei segmenti maggiormente esposti alla domanda industriale, in particolare automotive ed elettrodomestici.
In sintesi, il settore mantiene un segno positivo, ma la perdita di slancio della produzione complessiva e il calo dei laminati piani indicano che la ripresa resta fragile e fortemente dipendente dall’andamento della domanda finale. Una situazione che impone cautela, soprattutto in un contesto internazionale ancora incerto.
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