30 settembre, il giorno delle sanzioni per i prodotti siderurgici russi

Dalla fine di settembre entreranno in vigore le nuove sanzioni della UE contro l’acciaio e il ferro russi nei prodotti finiti.

Per le aziende europee, come nel gioco del Monopoli, la nuova carta degli imprevisti (leggi sanzioni UE) promette grossi grattacapi. Infatti, dalla fine di settembre entrerà in vigore l’undicesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea (UE) contro la Russia. E questa volta si tratta di misure punitive contro i prodotti siderurgici russi, contro l’acciaio e il ferro contenuti nei prodotti finiti.

Le imprese dovranno prestare grande attenzione a dove e a cosa acquistano, poiché potrebbero pagare a caro prezzo la scoperta che nei prodotti acquistati c’è del metallo russo.

Cosa c’è dentro la matrioska? Gli importatori dovranno saperlo, fornendo anche le prove

Dal 30 settembre 2023, gli importatori nella UE dovranno dimostrare che le loro merci non contengono determinati prodotti primari o intermedi sanzionati provenienti dalla produzione russa. Di fatto, si tratta di sanzioni che riguardano quasi l’intera gamma di prodotti siderurgici originari della Russia.

Più nel dettaglio, il regolamento UE n. 833/2014 prevede divieti di importazione e acquisto di prodotti siderurgici elencati nell’allegato XVII che sono stati trasformati in un paese terzo e che, a loro volta, incorporano i prodotti siderurgici russi elencati. L’articolo 3g(1)(d), chiarisce che l’importatore deve fornire la prova dell’origine dei prodotti utilizzati per trasformare la merce importata.

Una Spada di Damocle sulla testa di chi importa acciaio

Ma cosa rischiano le aziende che dovessero trovarsi in magazzino prodotti contenenti metallo russo a loro insaputa? Al di là dei proclami minacciosi e aggressivi di Bruxelles, la UE non può prevedere alcuna sanzione, tanto meno penale, per punire tale violazione. Soltanto i singoli stati membri possono emanare specifiche leggi sanzionatorie per garantire l’applicazione delle prescrizioni europee. E, ad oggi, non siamo a conoscenza di alcun provvedimento emanato dall’Italia per implementare specificamente l’applicazione di questo tipo di sanzioni.

È probabile che uno degli effetti di queste nuove sanzioni sull’operatività delle aziende europee sarà quello della Spada di Damocle: un clima di incertezza e timore che una qualsiasi operazione commerciale possa trasformarsi in un delitto dalle conseguenze imprevedibili. Il clima peggiore per poter svolgere qualsiasi attività imprenditoriale.

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