I prezzi del rame sono scesi a livelli molto bassi, toccando i minimi di sei mesi a inizio giugno. La Germania in recessione e la manifattura cinese che si contrae anziché espandersi, spingono gli umori del mercato sotto i tacchi.
Le notizie che arrivano dall’economia, soprattutto dai mercati chiave come gli Stati Uniti e la Cina, continuano ad indurre al pessimismo. Come noto, il rame è strettamente legato all’andamento economico globale.
Gli umori di mercato stanno per cambiare?
In questo panorama desolante c’è però chi riesce a vedere una luce. È l’Amministratore Delegato del reparto commodities di Citi, che ritiene che il sentiment di mercato stia per cambiare.
La leva di questo cambiamento è la transizione energetica e la voglia degli investitori di salire sul treno verso questa nuova era, mettendo in portafoglio attività sul rame. Non appena l’economia globale mostrerà qualche miglioramento, gli investitori correranno a comprare rame.
Ma, oltre agli investitori, anche le aziende di utilities e le case automobilistiche dovranno partecipare a questa corsa. Il passaggio all’eolico e al solare, che richiedono molto rame, oltre ai veicoli elettrici (che contengono molto più rame rispetto alle auto con motore a combustione interna), daranno una spinta senza precedenti agli acquisti di metallo rosso.
Trafigura indica un obbiettivo a 12 mesi di 10.000 dollari
Big delle materie prime come Glencore e Trafigura hanno da tempo avvertito di un’imminente carenza di rame, a causa del previsto aumento della domanda per la transizione energetica. Secondo Glencore, il deficit di rame è destinato a crescere progressivamente, ma i prezzi non lo riflettono ancora.
Le previsioni di Trafigura per quanto riguarda i prezzi del rame a 12 mesi indicano un obbiettivo di 10.000 dollari per tonnellata, che potrebbe addirittura arrivare a 12.000 dollari se il divario tra domanda e offerta si allargasse.
Attualmente, 9 giugno, il prezzo LME del rame a 3 mesi è di 8.390 dollari per tonnellata.
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