Lamiere grosse in acciaio: i compratori spingono su prezzi più bassi

In tutta Europa gli acquirenti stanno spingendo per ottenere prezzi più bassi per le lamiere grosse, mentre le acciaierie cercano di resistere.

Anche i prezzi delle lamiere grosse in acciaio, nonostante siano rimasti sostanzialmente stabili durante le scorse settimane, cominciano a mostrare segni di cedimento.

Gli acquirenti non hanno rifornito i magazzini nel mese di settembre, spingendo per avere prezzi più bassi. Al contrario, le acciaierie stanno cercando di resistere e di non abbassare le quotazioni.

Prezzi convenienti solo su metallo di origine russa

Sul nostro mercato ci sono venditori che offrono prezzi compresi tra 670 euro e 680 euro a tonnellata (franco fabbrica) ma, secondo i rilaminatoi, si tratta di livelli troppo bassi per garantire un minimo di redditività, a meno che non si tratti di lamiere di origine russa.

Perciò i produttori in Italia vendono partite spot a 720-730 euro a tonnellata (franco fabbrica), con qualcuno che ha praticato anche 20 euro di sconto. Per contratti a più lungo termine, i prezzi si aggirano invece intorno ai 740 euro a tonnellata (franco fabbrica).

Importazioni quasi ferme

Per il momento, le importazioni non stanno alleggerendo la situazione poiché ci sono state poche offerte sulle lamiere, probabilmente perché il divario tra prezzi nazionali ed extra-UE era troppo basso per stimolare l’arrivo di materiale importato. Comunque, le offerte di lamiere dalla Corea del Sud e dall’Indonesia sono state di circa 690 euro per tonnellata (CFR), con spedizione a novembre.

Le acciaierie tedesche stanno invece evitando di fare offerte sul mercato spot, mentre i prezzi che considerano accettabili si aggirano tra 840 euro e 880 euro per tonnellata. Naturalmente, si tratta di livelli abbastanza impraticabili visto che esistono alternative più economiche in quasi tutti gli altri paesi europei.

Quel che è certo è che un po’ in tutta Europa i prezzi bassi e convenienti per gli acquirenti che stanno circolando, provengono da produttori che utilizzano bramme di origine russa.

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