Finiti i giorni felici della domanda cinese di rame, alluminio e ferro

Il super-ciclo dei metalli trainato dalla Cina sembra sia giunto al termine. Lo dice Jefferies, importante banca d’investimento americana.

L’economia è fatta di cicli. Prima sale, poi scende e poi risale ancora, come un pendolo in perenne oscillazione. E, per il pendolo cinese, il tempo del movimento verso l’alto sembra essersi esaurito.

Per la Cina è infatti arrivato il momento di affrontare gli effetti di una popolazione in calo, mentre nuove sfide geopolitiche si stagliano all’orizzonte. Nel lungo termine, la domanda sarà dominata dagli Stati Uniti e dall’Europa. Queste sono le principali conclusioni dell’ultimo report di Jefferies, una delle più importanti banche d’investimento americane.

Il testimone di locomotiva dell’economia mondiale tornerà in Occidente

Il super-ciclo cinese, guidato dall’urbanizzazione e dall’industrializzazione, è terminato. Al contrario, il ciclo della transizione energetica e della decarbonizzazione è appena all’inizio e il suo epicentro è in Occidente. Perciò, nel prossimo decennio, è più probabile che la Cina non sarà più il motore dela domanda globale, ma piuttosto un freno.

L’analisi di Jefferies è decisamente impietosa nei confronti del gigante asiatico che, negli ultimi due o tre decenni, è stato un fattore cruciale per i mercati dei metalli grazie soprattutto al boom delle costruzioni di infrastrutture. Tuttavia, la faticosa ripresa post-virus della Cina evidenzia che il paese non ha più la forza necessaria per sostenere la domanda globale, anche perché sta passando ad un’economia orientata ai servizi.

L’ottimismo sulla ripresa della Cina è ormai svanito

I primi effetti di questo cambio epocale l’abbiamo visto nei mercati di quest’anno, con la maggior parte dei metalli in calo, anche dopo che Pechino ha abbandonato la sua politica zero-Covid alla fine del 2022. In questi giorni poi, sia il rame che il ferro che l’alluminio stanno scendendo, mentre l’ottimismo sulla tanto attesa ripresa economica cinese è svanito.

Anche se queste ultime sono constatazioni che riguardano il breve termine, sono comunque un segnale che le conclusioni delle analisi di Jefferies sul ritorno dell’Occidente come locomotiva dell’economia globale, potrebbero avere buone probabilità di avverarsi.

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