Il calo dei prezzi dei coils d’acciaio è terminato? Per quanto riguarda l’Italia, la risposta non è univoca, a dimostrazione della persistente incertezza che regna sul mercato. La domanda da parte dei consumatori tentenna e il mercato è diviso in due: qualcuno compra e altri preferiscono attendere.
Le acciaierie pensano invece che il periodo negativo per i coils laminati a freddo (CRC) e zincati a caldo (HDG) sia arrivato alla fine. In questi giorni cercano di mantenere 800 euro per tonnellata (consegnato), anche perché al di sotto di questo livello i margini di profitto rischiano di annullarsi.
Leggera ripresa della domanda di coils zincati a caldo
Va poi considerato che c’è una leggera ripresa della domanda per quanto riguarda gli HDG, mentre quella per i CRC continua a scendere.
Come noto, i prezzi dei coils sono stati messi sotto pressione dalle importazioni asiatiche che offrono condizioni molto competitive. Per esempio, i prezzi dei CRC importati si aggirano intorno ai 680 euro a tonnellata, mentre il materiale italiano viene prezzato a circa 750 euro a tonnellata (franco fabbrica), con piccole differenze a seconda dell’acquirente e dei volumi.
I produttori cominciano a credere che i ribassi siano giunti al termine
Secondo Kallanish, qualche produttore di acciaio ha provato ad alzare i prezzi di vendita per i coils laminati a caldo (HRC), ma non ci sono ancora quotazioni ufficiali. Si pensa che la tendenza al ribasso abbia raggiunto il minimo dopo che le importazioni dai paesi asiatici hanno cominciato a registrare aumenti di prezzo (+20 euro per tonnellata). Al momento, i prezzi degli HRC sul mercato italiano si aggirano intorno ai 650 euro per tonnellata (franco fabbrica).
Sul fronte opposto, quello dei centri servizi, la domanda degli utenti finali rimane bassa. Ordini e spedizioni languono da settimane.
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