Ex Ilva di Taranto: il fondo d’investimento Flacks dichiara che non sarà una speculazione finanziaria, ma un’operazione industriale

Il miliardario britannico Michael Flacks è pronto a giocare la partita più ambiziosa della sua carriera: il rilancio dell’ex Ilva di Taranto. In un’intervista al Corriere della Sera il fondatore del fondo d’investimento Flacks Group definisce l’operazione come “la più importante acquisizione della mia storia”, una sfida che va oltre i numeri e tocca anche i temi sociali e ambientali.

Flacks rivendica un profilo atipico nel panorama dei grandi deal industriali dal momento che non ci sarebbero fondi speculativi alle sue spalle, ma solo capitale proprio. “Non siamo un fondo di investimento, è il mio denaro”, sottolinea, aggiungendo di voler fare profitti “trattando bene le persone”. Da qui la disponibilità ad arrivare in Italia nelle prossime settimane per incontrare sindacati ed enti locali.

Il negoziato esclusivo con i commissari del governo italiano prevede investimenti complessivi fino a 5 miliardi di euro e un orizzonte temporale fissato al 2026. Restano però nodi cruciali da sciogliere come il ruolo dello Stato italiano, che potrebbe mantenere una quota intorno al 40%, il peso dei sequestri giudiziari e le forti preoccupazioni sindacali.

La storia personale di Flacks racconta un percorso da imprenditore self made. Nato a Manchester nel 1967, lascia la scuola a 15 anni e inizia vendendo giacche nei mercati di Dublino. Da lì nasce Jacket City, una catena ceduta negli anni ’90 per qualche milione di euro. È il capitale iniziale per costruire un’attività da investitore specializzato in aziende in crisi, oggi guidata da Miami (Stati Uniti).

Sul piano operativo, il manager punta su una squadra internazionale di esperti di siderurgia, inclusi ex dirigenti di US Steel. “Conta il team”, ripete, usando una metafora sportiva che riassume il suo approccio: come nel calcio, per vincere bisogna scegliere i migliori giocatori. Una filosofia che ora Flacks vuole applicare alla sfida più delicata dell’industria italiana.

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