La Commissione Europea ha presentato il nuovo piano di riforma delle misure di salvaguardia per il settore siderurgico, introducendo una riduzione delle quote tariffarie esenti da dazio (calcolate sui livelli del 2013) e un aumento al 50% dei dazi extra-quota. Il pacchetto include anche la regola del melt and pour, che obbliga a verificare l’origine effettiva dell’acciaio importato.
Le principali associazioni siderurgiche del continente hanno accolto positivamente la proposta di Bruxelles, considerandola un passo avanti verso una concorrenza equa e una maggiore stabilità per gli investimenti nella decarbonizzazione.
Diverso il giudizio di utilizzatori e paesi terzi, che temono un aumento dei costi e una riduzione dell’accesso ai materiali. Assofermet ha parlato di “una trappola d’acciaio” per distributori e manifatturieri, mentre la Corea del Sud ha annunciato l’apertura di consultazioni con la UE per proteggere la propria filiera.
L’ACEA, che rappresenta i costruttori automobilistici europei, ha avvertito che la combinazione tra dazi più alti e regola del melt and pour potrebbe alimentare le pressioni inflazionistiche, penalizzando l’industria dell’auto.
Forte opposizione anche dal Regno Unito. UK Steel ha definito il nuovo sistema devastante per le esportazioni verso la UE, che rappresentano il 78% dell’export siderurgico britannico. L’associazione ha chiesto al governo di Londra di negoziare quote dedicate o introdurre misure simmetriche, avvertendo che la nuova politica europea potrebbe innescare “la crisi più grave nella storia dell’acciaio britannico”.
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