Il mondo sta esaurendo le sue riserve di petrolio. C’è il rischio di un ulteriore shock sui prezzi (Morgan Stanley)

Le scorte mondiali di petrolio, finora vero cuscinetto contro il caos energetico provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, si stanno esaurendo ad una velocità record. Secondo analisti e grandi banche d’investimento, il mercato globale del greggio sta entrando in una fase critica e se il principale corridoio petrolifero del Golfo Persico resterà bloccato ancora per settimane, potrebbero emergere gravi carenze di carburanti e forti aumenti dei prezzi.

Finora il sistema ha retto grazie a un surplus nascosto” di petrolio accumulato nei depositi e sulle petroliere. Inoltre, la riduzione delle importazioni cinesi e il forte aumento delle esportazioni statunitensi hanno contribuito a compensare parte dello shock sull’offerta. Tuttavia, secondo Morgan Stanley, questi margini di sicurezza potrebbero esaurirsi entro fine giugno, aprendo la strada a un’impennata del Brent fino a 150 dollari al barile nello scenario peggiore.

Anche Goldman Sachs segnala che le riserve globali stanno crollando verso i minimi degli ultimi otto anni, aumentando la vulnerabilità del mercato a nuovi shock geopolitici. Intanto le prospettive di riapertura dello Stretto di Hormux restano incerte dopo il rifiuto del presidente USA Donald Trump della risposta iraniana a una proposta di pace americana.

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