L’elettoencefalogramma è piatto per il mercato dei coils di acciaio (HRC) a settembre. Gli acquirenti si sono dileguati e aspettano ottobre per decidere il da farsi.
Mentre in queste settimane la domanda è rimasta depressa e il sentiment degli operatori ribassista, ad ottobre l’apertura alle importazioni potrebbe dare qualche scossa al mercato. Dal 1° ottobre entreranno infatti in vigore le nuove quote di importazione e le aspettative sono per materiale asiatico a prezzi più economici rispetto a quelli che stanno offrendo le acciaierie in Europa.
Condizioni di mercato difficili e prezzi troppo alti
Attualmente, i prezzi in Europa si aggirano tra i 630 euro e i 650 euro per tonnellata (franco fabbrica), ma i produttori di acciaio, al rientro delle ferie estive, hanno offerto materiale con consegna a ottobre e novembre a prezzi compresi tra i 640 euro e i 670 euro per tonnellata (franco fabbrica). Secondo molti acquirenti si tratta di quotazioni troppo alte considerando le difficili condizioni di mercato di questi giorni.
In Italia i prezzi dei coil laminati a caldo sono più bassi e qualcuno ha comprato a circa 620 euro per tonnellata ma, sostanzialmente, il mercato è morto, con una domanda flebile e il ripristino delle scorte che continua ad essere posticipato.
È in arrivo acciaio importato a prezzi competitivi
Secondo Fastmarkets, stanno già circolando alcune offerte da parte di esportatori asiatici comprese tra i 600 euro e i 610 euro per tonnellata (CFR) con consegna sul prossimo anno.
Non va però dimenticato che sul mercato delle importazioni incombe la grande confusione e incertezza circa le misure contro il metallo di origine russa, che potrebbero spingere verso l’acquisto di materiale domestico. Tuttavia, è abbastanza probabile che, se le acciaierie europee vorranno difendere i loro livelli di prezzi attuali, saranno costrette ad abbassare la produzione.
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