Guadagni in vista per i rottami grazie ai premi sui metalli “verdi”

Se davvero i consumatori saranno disposti, come sembra, a pagare un premio per i metalli “verdi”, anche i rottami ci guadagneranno.

Il verde va di moda sul mercato dei metalli. Turbine eoliche e auto elettriche sono il motore di un trend crescente che coinvolge un po’ tutte le materie prime “verdi” e che stimola la domanda di rottami metallici, soprattutto rame.

Poiché i consumatori sembrano disposti a pagare un premio per il metallo “verde“, i rottami dovrebbero essere i primi a beneficiarne.

Agli acquirenti piace il rame “green”

Questa nuova tendenza è stata fotografata da un approfondito report di FastMarkets che, tra le altre cose, evidenzia come gli acquirenti di tecnologie verdi preferiscono il rame “green“. Soprattutto il mercato dei veicoli elettrici sembra molto attento a questo aspetto.

Soprattutto in Europa, dove esistono forti pressioni sulle aziende affinché siano più sostenibili, il fenomeno sta avanzando. I produttori cercano di utilizzare materiali a basso contenuto di CO2 oppure ad alto contenuto riciclato.

Secondo FastMarkets, non esiste ancora la certezza che gli utenti finali pagheranno un premio per i metalli “verdi” tuttavia, durante il Congresso Internazionale sul Riciclaggio delle Automobili (IARC) tenutosi a Ginevra in giugno, è stato detto che tali premi vengono pagati.

Quanto vale il rottame “verde”?

Naturalmente, per chi compra o vende metalli e rottami sorge immediata la curiosità di quanto possano essere disposti a pagare i consumatori. La risposta arriva dal Boston Consulting Group (BCG) che ha stimato che i clienti finali sarebbero disposti a pagare un premio per il basso tenore di CO2 pari all’1-5% per il rame, al 3-5% per l’alluminio e al 4-8% per il nichel di classe 1.

Non poteva esserci notizia migliore per chi vende rottami. I rottami nascono “verdi” e poterli vendere con un sovrapprezzo “green” potrebbe sembrare una benedizione che arriva dal cielo. Tuttavia, non va mai dimenticato che, almeno fino ad oggi, il mercato dell’auto elettrica è drogato dagli aiuti di stato che non potranno durare in eterno. Solo quando la droga finirà capiremo davvero quali sono i prezzi che il consumatore è disposto a pagare.

Alla fine del secolo scorso, Gianni Agnelli diceva: “Mi sono simpatici gli ecologisti. Ma hanno programmi costosi. Non si può essere più verdi delle proprie tasche”. Non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe stato smentito dai fatti: i consumatori di oggi sono infatti più “verdi” delle proprie tasche (almeno fino a quando gli aiuti di stato dureranno).

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