Prezzi dei lunghi immutati, mentre crescono i timori delle acciaierie

Il rallentamento sul mercato dei prodotti lunghi in acciaio sta mettendo sotto pressione molte acciaierie.

Il mercato globale dei prodotti lunghi in acciaio sta rallentando e i produttori sono sotto pressione.

L’ultima fotografia di mercato scattata dalla International Rebar and Producers and Exporters Association (IREPAS), mostra che paesi come Algeria, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita stanno offrendo i loro prodotti a prezzi molto bassi. In queste condizioni, secondo IREPAS, le prospettive per il prossimo trimestre sono per lo più instabili e insoddisfacenti.

Prospettive economiche che preoccupano gli investitori

In Europa il mercato è rimasto quasi fermo nelle ultime settimane, a causa delle vacanze estive. I prezzi sono immutati e non ci sono segnali di miglioramento. D’altronde, la sovraccapacità produttiva nell’Unione Europea (UE) impedisce alle acciaierie di aumentare i prezzi, pur in assenza di importazioni in questo periodo.

Il contesto economico del continente è negativo e tutti i paesi europei stanno cercando di evitare la recessione iniettando denaro nell’economia. Ciò nonostante, il settore privato ha paura per tutte le incertezze che riguardano i prezzi dell’energia, i tassi di interesse e gli oneri aggiuntivi imposti da Bruxelles in relazione alle emissioni di CO2 (CBAM). Le conseguenze sono una contrazione degli investimenti privati.

Altri disastri dalla guerra in Ucraina

Inoltre, la guerra in Ucraina continua a provocare disastri sul mercato. La UE vuole dai produttori la dichiarazione che la merce che ricevono non provenga direttamente o indirettamente da materiale russo mentre, secondo alcune voci che circolano sul mercato, i funzionari americani stanno contattando le singole aziende con velate minacce circa i rischi che corrono se non tagliano i legami con la Russia.

La UE, ma anche gli Stati Uniti, produrranno quest’anno meno acciaio rispetto allo scorso anno. Nel frattempo, i pacchetti di stimolo economico introdotti in Cina non hanno avuto alcun impatto sulle esportazioni, schiacciando i prezzi globali dell’acciaio verso il basso. Sembra che gli altoforni cinesi lavorino con un utilizzo della capacità superiore al 90% e i forni elettrici ad arco (EAF) a meno del 50%.

Per quanto riguarda invece i rottami ferrosi, sempre secondo IREPAS, le prospettive in Europa sono per una contrazione della domanda nel prossimo trimestre.

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