Il Gruppo Beltrame ha annunciato la scorsa settimana la sospensione della produzione di acciaio in alcuni dei suoi impianti in Europa, a causa dell’aumento dei costi di produzione.
Il produttore italiano di barre industriali e di profili speciali con sede a Vicenza aveva già fermato alcune linee di produzione nelle sue acciaierie dislocate in Italia e in Francia ma adesso, come riporta il portale Kallanish, interromperà anche la produzione di barre in Svizzera, dove si produce principalmente il tondo.
Costi energetici insostenibili per le industrie italiane ad alta intensità energetica
Soprattutto in Italia, l’energia ha costi spropositati per chi produce. Inoltre, i prezzi elevati dei rottami e delle materie prime utilizzate per produrre acciaio, insieme alla debole domanda di prodotti finiti in tutta Europa, stanno mettendo sotto pressione i margini dei produttori. In queste condizioni, a partire da questa settimana, il Gruppo Beltrame aumenterà i prezzi di alcune tipologie di profili speciali di 20 euro per tonnellata.
Probabilmente, a peggiorare le cose per la siderurgia italiana, il governo annullerà il credito d’imposta e l’esenzione delle tariffe per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica per le industrie ad alta intensità energetica, con la conseguenza che i costi delle acciaierie italiane per l’elettricità potrebbero aumentare del 35%.
Senza aiuti governativi i costi italiani dell’elettricità saranno quasi il triplo di quelli francesi
Mentre gli industriali francesi pagano ad oggi circa 42 euro/MWh, i produttori di acciaio tedeschi pagano 60 euro/MWh. Invece, le acciaierie italiane pagano circa 100 euro/MWh, che diventeranno 120 euro/MWh non appena il governo interromperà gli aiuti.
Nel frattempo, Bruxelles ha invitato tutti i paesi dell’Unione Europea (UE) a ridurre le attuali misure di sostegno energetico entro la fine del 2023 per mantenere gli obiettivi di bilancio e fiscali entro i limiti raccomandati.
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