Viti Levu: oro e rame nella Cintura di Fuoco del Pacifico

Viti Levu è un’isola delle Fiji, che possiede molte risorse naturali e una lunga storia mineraria. Per questi motivi molte aziende sono pronte a investire in nuove esplorazioni minerarie.

Viti Levu: oro e rame nella Cintura di Fuoco del Pacifico

In Italia, non sono in molti a conoscere Viti Levu. D’altronde si tratta di un’isola che si trova dall’altra parte del globo e, per chi non ha mai fatto turismo alle Figi, difficilmente ne troverà traccia nelle cronache internazionali.

Viti Levu, la più grande delle isole Figi, è ricca di minerali e relativamente poco esplorata. Di fatto, è una giurisdizione del Sud Pacifico particolarmente attrattiva, non solo per il turisti, ma anche per le aziende del settore minerario.

Le Figi si trovano in una posizione privilegiata lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, dove si trovano ricchissimi depositi di oro, rame, argento e zinco.

Molte delle nazioni che si trovano lungo questa zona, ospitano grandi risorse minerarie e sono diventate importanti centri minerari. Ad esempio, la miniera d’oro Vatukoula, vecchia di 80 anni, contribuisce in modo significativo all’economia delle Figi.

La Cintura di Fuoco del Pacifico

La zona geologica conosciuta come la Cintura di Fuoco del Pacifico è una catena a forma di ferro di cavallo lunga circa 40.000 chilometri. Si estende dalla punta del Cile fino all’Alaska, circondando l’intero Oceano Pacifico dal Giappone fino alle Filippine, all’Indonesia, all’Australia, alla Nuova Zelanda e alle Figi.

È costituita da archi oceanici e archi vulcanici ed è caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche. La stragrande maggioranza dei terremoti più violenti della Terra si verificano qui, così come le eruzioni vulcaniche, dal momento che ci sono oltre 450 vulcani.

La geologia delle numerose catene montuose e degli arcipelaghi della Cintura di Fuoco ha dato origine a molti sistemi minerali che ospitano alcuni tra i depositi economicamente più importanti al mondo, compresi oro epitermico, porfido di rame e solfuri vulcanici (VMS). Tra questi c’è anche la miniera d’oro più grande del mondo e la seconda più grande miniera di rame.

Le enormi ricchezze di Viti Levu

Anche Viti Levu è stata benedetta da tutte queste ricchezze naturali. In particolare, l’isola ospita zinco, porfido di rame e depositi d’oro. L’estrazione mineraria nelle Figi risale agli anni ’30, quando aprí la miniera d’oro di Vatukoula, in funzione ancor oggi e che, come detto, è un pilastro dell’economia delle Figi.

Ma Viti Levu ospita anche uno dei più grandi depositi di rame al mondo non ancora sfruttato. Parliamo del progetto Namosi, una joint venture tra l’australiana Newcrest Mining e Mitsubishi Materials. Il deposito ha riserve high-grade accertate e probabili di 5,2 milioni di once d’oro e 4,9 milioni di tonnellate di rame. A queste sono da aggiungere 6,2 milioni di once d’oro e 6,2 milioni di tonnellate di rame a concentrazione più bassa.

Ricchezze minerarie davvero impressionanti, che hanno iniziato ad attirare l’attenzione delle società che si occupano di esplorazione mineraria.

Inoltre, il governo locale ha un atteggiamento accogliente, molto pro-mining e, pur essendo tutte le autorizzazioni necessarie rigorose, tutto il processo è trasparente e facile da percorrere. Il quadro normativo per il settore si basa sulla legge britannica sull’estrazione mineraria, con royalty sull’utile lordo del 5% e una imposizione fiscale per le società del 20%.

Nei fatti, il governo delle Figi ha dimostrato di essere molto aperto verso gli investitori esteri, soprattutto per il potenziale di tutti quei posti di lavoro che l’industria mineraria può portare nel paese.

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