Economia

L’emorragia delle riserve valutarie cinesi

Crescono i timori per la drastica discesa delle riserve valutarie cinesi, che potrebbe portare il paese ad una pericolosa instabilità quando gli Stati Uniti alzeranno i tassi di interesse.

Scommettere sullo yuan è ancora una mossa vincente? Perchè gli investitori, come dice qualcuno, dovrebbero spostare le loro attenzioni dalla valuta cinese all’oro?

La Cina ha istituito il suo moderno sistema di cambio nel 1994, dopo una svalutazione dello yuan del 33% in un colpo solo. Un precedente che ricorda quanto accaduto nelle scorse settimane.

Nonostante le dichiarazioni dei funzionari governativi cinesi sulla forza del surplus commerciale cinese e sul fatto che non sarebbe stata necessaria alcuna svalutazione per sostenere le esportazioni, lo scorso mese la Banca Centrale cinese (PBoC) ha svalutato la moneta di quasi il 5% nel giro di pochi giorni.

È la maggior svalutazione dal 1994 ad oggi e segna un improvviso cambio di rotta dei pianificatori centrali cinesi. Ma cosa è successo per arrivare ad un tale drammatico voltafaccia?

È la maggior svalutazione dal 1994 e segna un improvviso cambio di rotta dei pianificatori centrali cinesi

Qualcuno punta il dito verso il calo delle esportazioni. Secondo Reuters, nel mese di luglio, le esportazioni cinesi sono scese dell’8,3% rispetto all’anno precedente, ma nel corso di quest’anno sono state in costante aumento. Perciò è improbabile che sia questa la causa dell’improvvisa svalutazione dello yuan.

Anche gli investimenti diretti esteri, in drammatico calo rispetto al 2014, nel corso di quest’anno hanno mostrato una crescita progressiva.

Il saldo delle partite correnti, un indicatore importante della salute economica di un paese, mostra un segno positivo, migliore anche di quello del 2014. Così come il PIL per quest’anno, previsto in crescita tra il 5 e il 7%.

Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sta valutando di fare entrare lo yuan tra le riserve valutarie ufficiali, una eventualità che farebbe crescere la domanda di moneta cinese.

Insomma, esiste tutta una serie di indicatori che non riesce a spiegare il perché del rapido cambio di rotta monetario.

Tuttavia, le cose sono drammaticamente diverse se guardiamo all’emorragia delle riserve valutarie estere della Cina e al deflusso di capitali registrato nel 2015, nonostante il saldo positivo delle partite correnti. Una emorragia da 400 miliardi di dollari soltanto nel primo semestre di quest’anno. Questo è il vero allarme che il sistema Cina sia in un mare di guai.

L'emorragia delle riserve valutarie cinesi - flussi capitali


Anche se il paese è in buona compagnia, dal momento che il problema colpisce molti paesi emergenti, ciò non toglie che la Cina sia sempre meno in grado di resistere ad oscillazioni valutarie. Con il timore che quando la FED aumenterà i tassi, probabilmente verso la fine dell’anno, l’incremento dei rendimenti attirerà liquidità negli Stati Uniti, esponendo lo yuan ad una maggiore pressione al ribasso.

Investitori e speculatori hanno scommesso da un decennio sullo yuan, con risultati che sembravano garantiti, ma adesso il giocattolo sembra essersi rotto e tutto questo denaro dovrà trovare altre destinazioni.

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