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Dove andranno i prezzi del rame? Gli esperti restano divisi

Esistono tante ragioni per credere che i prezzi del rame scenderanno, ma ne esistono altrettante per credere il contrario. Ecco quali sono tutti i fattori in gioco.

Il prezzo del rame, nonostante un debole recupero nel corso del mese di settembre, sta ancora perdendo circa il 25% rispetto all’anno scorso.

Per Goldman Sachs ci saranno altri ribassi e i prezzi potrebbero arrivare a 4.800 dollari a tonnellata entro la fine dell’anno.

Ma non tutti la pensano nello stesso modo. Per esempio, Capital Economics crede che il metallo rosso aumenterà a 6.250 dollari entro la fine del 2015.

In una situazione di così grande incertezza, come si può orientare un investitore? A questo proposito è interessante considerare cinque fattori che influenzeranno certamente il destino dei prezzi del rame nel breve e nel medio periodo.

Secondo Capital Economics, i prezzi del rame potrebbero raggiungere i 7.000 dollari a tonnellata entro la fine del 2016

I tagli di Glencore

Glencore ha annunciato all’inizio del mese di settembre di voler sospendere la produzione di rame nelle sue miniere di Mopani in Zambia e di Katanga nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) per circa 18 mesi. Ciò significa una perdita di 400.000 tonnellate di catodi di rame per il mercato mondiale. Inoltre, come riferito da Reuters, Newmont Mining non potrà più esportare metallo dalle sue miniere in Indonesia a causa del mancato rinnovo delle licenze all’esportazione.

Arriva El Niño

Il ritorno di El Nino, il fenomeno meteorologico che potrebbe significare forti inondazioni in Cile e un clima straordinariamente secco in Indonesia con la mancanza di acqua nei fiumi del paese e quindi l’impossibilità di trasportare metallo per via fluviale verso i principali porti d’imbarco, potrebbe provocare tensioni sui prezzi del rame che, secondo Capital Economics, potrebbero raggiungere i 7.000 dollari a tonnellata entro la fine del 2016.

Il terremoto in Cile

Il terremoto di magnitudo 8,3 che ha colpito il Cile, uccidendo almeno 11 persone e provocando un milione di senzatetto, ha acceso le preoccupazioni per le forniture di rame del paese, principale produttore mondiale di metallo rosso.

Anche se le miniere di Antofagasta e della Codelco non hanno riportato danni e non ci sono stati feriti tra i lavoratori, le operazioni di estrazione in alcune miniere sono state interrotte. Non a caso le quotazioni del rame hanno raggiunto il picco di 5.440 dollari quando la notizia del terremoto è arrivata sui mercati.

Nel 2016 nuovo rame da Las Bambas


Mentre Glencore si accinge a tagliare la produzione, è in arrivo nuovo rame dalla nuova miniera di Las Bambas (Perù), pronta per maggio o giugno 2016, con una produzione di 400.000 tonnellate entro il 2017.

Goldman Sachs rimane ribassista

Anche se la posizione ribassista di Goldman Sachs sul rame non è condivisa da altre società, la posizione del gigante della finanza mondiale ha un’importanza che non è da sottovalutare. Goldamn Sachs prevede i prezzi del rame a 4.500 dollari entro la fine del 2016 e crede che i produttori rimarranno sotto pressione e saranno costretti a razionalizzare la loro produzione nel prossimo futuro.

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