La domanda asfittica sul mercato siderurgico in Europa ha costretto Liberty Steel a fermare il suo unico altoforno rimasto operativo nell’eurozona, quello nello stabilimento di Ostrava, in Repubblica Ceca. L’altoforno n. 3 verrà infatti messo offline per manutenzione e per riparazioni che, secondo le previsioni iniziali, non dureranno meno di due settimane.
Anche la più grande cokeria di Ostrava è rimasta ferma recentemente, dal momento che è stata ritenuta non competitiva.
Le condizioni operative si stanno sempre più complicando
L’azienda anglo-indiana, di proprietà del miliardario indiano Sanjeev Gupta, ha recentemente fermato il forno dell’acciaieria di Galati, in Romania, per problemi con le consegne di materie prime a causa del maltempo che ha colpito il Mar Nero. Teoricamente, l’unità di Galati dovrebbe essere riavviata il 24 ottobre.
A completare il quadro delle difficili condizioni operative in cui si deve muovere Liberty Steel in Europa, si è aggiunto il suo recente (ufficialmente il 20 ottobre 2023) acquisto, l’ungherese Dunaferr, il cui unico altoforno funzionante è stato inattivo durante tutto il mese di agosto di quest’anno e, successivamente, ha lavorato soltanto a singhiozzo grazie al metallo fornitogli saltuariamente dallo stabilimento di Galati. Secondo Argus, Dunaferr, che è stata in questi giorni ribattezzata come Liberty Steel Hungary, è comunque inattiva (eccezion fatta per i forni da coke).
Cominciano ad esserci problemi al capitale circolante
Le attuali condizioni del mercato dell’acciaio stanno mettendo in difficoltà il capitale circolante di Liberty Steel, che ha venduto alcune delle sue quote di emissioni visto che i livelli di produzione sono caduti a livelli così bassi che l’azienda si ritrova con quote in eccesso nell’ambito del sistema di scambio delle emissioni della UE.
I fornitori per le linee di laminazione europee del colosso anglo-indiano dell’industria siderurgica sono prevalentemente dislocati in Russia e in Indonesia.
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