L’alluminio se la sta passando proprio male. Mentre le principali economie mondiali stanno rallentando, i prezzi dei vari prodotti di alluminio scivolano verso il basso.
Anche gli analisti più esperti non hanno del tutto chiaro quanto a lungo potrebbe durare il brutto momento dell’alluminio, le cui prospettive sembrano piuttosto cupe nel breve termine. Il metallo utilizzato quasi ovunque, ha visto i prezzi in discesa continua nel corso di quest’anno (-7%), dopo aver toccato i massimi a gennaio.
Il parere degli analisti per il breve termine
Secondo l’australiano Office of the Chief Economist (AOCE), il prezzo spot LME diminuirà del 13% su base annua nel 2023, raggiungendo una media di 2.365 dollari a tonnellata, soprattutto a causa del rallentamento della crescita mondiale.
Per BMI (divisione di Fitch Solutions), la lenta ripresa dei settori ad alta intensità di materie prime della Cina e le scarse prospettive della domanda globale hanno esercitato pressioni sui prezzi negli ultimi mesi, cosa che probabilmente continuerà per il resto del 2023.
Anche ING Think rileva che il quadro fondamentale per l’alluminio non è cambiato, con una domanda di alluminio che rimane debole e i riavvi produttivi in Europa che non si vedranno prima del 2025. Inoltre, gli analisti di ING sottolineano che l’81% delle scorte di alluminio LME sono di origine russa. Una percentuale così grande di alluminio russo nei magazzini LME fa temere che i prezzi della borsa metalli di Londra riflettano sempre più il prezzo del metallo di origine russa.
Occhi puntati sulla Cina e sui tassi d’interesse americani
Tutti gli esperti concordano che gli sviluppi in Cina, maggiore consumatore mondiale di alluminio, saranno cruciali per determinare la direzione dei prezzi dei metalli in questi ultimi mesi dell’anno. A questo proposito vanno registrati alcuni segnali incoraggianti dai dati più recenti a seguito dell’introduzione di nuove misure di stimolo, mentre si spera che l’incremento della spesa al consumo possa contribuire ad alleviare le crescenti preoccupazioni sul rallentamento della domanda.
Anche i tassi d’interesse, e quindi l’andamento del dollaro americano, giocheranno un ruolo determinante per il futuro dell’alluminio. Secondo ING, il rally dei tassi potrebbe essere giunto al capolinea e questo dovrebbe portare ad un indebolimento del dollaro che, a sua volta, spingerebbe i prezzi dei metalli verso l’alto. Uno scenario che, comunque, potrebbe prendere corpo soltanto dal prossimo anno.
Oggi, 8 settembre, l’alluminio a 3 mesi quotato al London Metal Exchange (LME) è a 2.180 dollari per tonnellata.
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