Le manutenzioni fuori stagione stanno prendendo il sopravvento tra i produttori di acciaio di mezza Europa. Il mercato non chiede coil laminati a caldo (HRC) e, quindi, bisogna limitare la produzione.
La prima a muoversi è stata ArcelorMittal che dal 5 ottobre ha fermato per manutenzione il suo altoforno №2 dello stabilimento di Brema (Germania) per 30 giorni. Stessa cosa per l’altoforno №3 in riparazione per 5 giorni.
La strada obbligata per bilanciare domanda e offerta: tagliare la produzione
Anche Salzgitter sta ricostruendo il suo altoforno A, come già pianificato dall’anno scorso. Un altro caso è quello di Tata Steel, che nel suo stabilimento di Ijmuiden (Paesi Bassi) dovrà effettuare un importante ammodernamento dell’altoforno.
Naturalmente, si tratta di misure che potrebbero alleviare parte della pressione sul mercato dell’acciaio. Non è un mistero che in Europa, in questo periodo, per bilanciare domanda e offerta sia necessario ridurre ulteriormente la produzione siderurgica. Si tratta di una necessità che ha anche a che vedere con i costi che aumentano e che rendono impossibile per i produttori di acciaio continuare a ridurre i prezzi dei prodotti che vendono.
Entro dicembre si prevede un taglio del 15% della produzione europea di HRC
Secondo JPMorgan, circa il 15% della produzione europea di acciai laminati a caldo potrebbe subire tagli prima di dicembre. D’altronde, non ci sono altre soluzioni percorribili per far fronte ad un mercato che, nel breve termine, sta assistendo ad un aumento delle importazioni e ad una debole domanda interna.
Per quanto riguarda le importazioni, una grossa spina nel fianco dei produttori siderurgici europei, va considerato che stanno occupando quote crescenti sul mercato UE. A luglio di quest’anno, le importazioni rappresentavano infatti oltre il 23% della fornitura totale di coil laminati a caldo nella UE e si prevede che questa cifra aumenterà nei prossimi mesi.
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