Ferro in bilico tra fiducia e paura. È il quadro dell’economia cinese

I prezzi del ferro in Cina ondeggiano tra ottimismo e pessimismo. Si spera nelle misure di stimolo economico del governo, ma si teme che l’economia rimanga debole.

Nel clima di incertezza economica degli ultimi mesi, non è certo una novità che anche la seconda economia più grande del mondo si stia dibattendo tra ottimismo per gli attesi stimoli economici e pessimismo per un rimbalzo che non si vede.

Questo bipolarismo è ben riflesso nel mercato del minerale di ferro che, dopo settimane di depressione, ha recentemente invertito la tendenza grazie soprattutto alle speranze che arrivino maggiori stimoli economici da parte del governo cinese.

La Cina assorbe il 70% del minerale di ferro mondiale

Tanto per avere un quadro completo, va considerato che la Cina acquista oltre il 70% del minerale di ferro del mondo trasportato via mare e produce poco più della metà dell’acciaio mondiale. Perciò, l’economia cinese è determinante per le sorti di molte materie prime, tra le quali l’acciaio e il ferro.

Queste sono le ragioni per cui tutto il mondo guarda con grande interesse all’andamento dei prezzi del ferro in Cina. Secondo Reuters, questa settimana il prezzo ha raggiunto 113,42 dollari per tonnellata, un livello maggiore del 10,8% rispetto al minimo di quest’anno (102,33 dollari, risalenti al 5 maggio).

Speranze per gli aiuti di Pechino al settore immobiliare

Il motivo principale della risalita dei prezzi è stata la notizia che la banca centrale cinese ha abbassato il tasso di prestito a breve termine per la prima volta in 10 mesi. Il mercato pensa che Pechino stia rilanciando il settore immobiliare in crisi e ciò dovrebbe avere effetti benefici sull’acciaio, visto che l’edilizia cinese consuma circa un terzo della produzione interna di questo metallo.

L’altro segnale che indurrebbe all’ottimismo sono le scorte portuali di minerale di ferro che stanno calando. Secondo SteelHome, hanno raggiungendo il livello più basso dal luglio dello scorso anno.

Un altro indicatore rialzista è l’aumento dei tassi di produzione delle acciaierie, comprovato dagli ultimi dati rilasciati dalla China Iron and Steel Association.

Timori per i dati economici al di sotto delle aspettative

Di contro, tutta una serie di dati economici deludenti evidenziano che la ripresa cinese dopo la fine delle politiche zero-COVID non è stata solida come ci si aspettava. La produzione industriale a maggio è cresciuta (3,5%) meno di quanto gli analisti si aspettavano. Le vendite al dettaglio sono aumentate del 12,7%, quando le aspettative erano per il 13,6%, senza contare che in aprile lo stesso dato era stato del 18,4%.

In conclusione, mentre i prezzi del ferro scontano ulteriori misure di stimolo da parte del governo cinese, è tutto da vedere se nei prossimi mesi la domanda di acciaio si materializzerà. Solo allora potremo pensare che la crescita dei prezzi del ferro ha le basi solide. Esattamente lo stesso pensiero che potremo fare per quanto riguarda l’economia cinese.

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