L’Europa si prepara a dare l’addio anche all’alluminio indiano

Le esportazioni di alluminio dall’India verso l’Unione Europea diventeranno presto impraticabili a causa delle nuove regole introdotte da Bruxelles.

L’Europa si prepara a dare l’addio, dopo averlo fatto per l’alluminio russo, anche a quello indiano.

Infatti, come sottolinea l’ultimo report della CRISIL (agenzia indiana di S&P Global), le esportazioni di alluminio dell’India verso l’Unione Europea (UE) diventeranno impraticabili una volta implementato il Meccanismo di Adeguamento Transfrontaliero (CBAM) per contribuire a ridurre le emissioni di carbonio. Il CBAM dovrebbe iniziare ad ottobre e colpirà alluminio, ferro, acciaio, cemento, fertilizzanti ed elettricità. Ma potrebbero venir inserite nella lista anche altre voci.

Tutto ciò che supera i livelli di emissioni stabiliti sarà tassato

La nuova regola impone agli importatori nella UE di dichiarare le emissioni di carbonio incorporate nelle merci importate su base trimestrale. Anche se ci sarà un periodo e una quota di indennità, a partire dal 2026 questa quota verrà gradualmente eliminata e completamente rimossa entro il 2034. Da quel momento in poi, tutto ciò che supera i livelli stabiliti sarà tassato in base ai prezzi settimanali del sistema di scambio di quote di emissione (ETS).

Per l’India, la UE non è solo il secondo partner commerciale ma è anche un’ottima destinazione per le esportazioni di alluminio. Nell’ultimo anno fiscale, l’alluminio primario ha rappresentato il 29% del totale dei 74,8 miliardi di dollari di esportazioni di merci dall’India alla UE.

L’India produce il 6% dell’alluminio primario globale

L’India produce 4,1 milioni di tonnellate di alluminio primario all’anno, pari al 6% della produzione globale. Di questa quantità, il 56% viene esportato.

Il motivo di tante esportazioni è il basso costo del metallo dei produttori indiani, grazie ad energia economica prodotta con il carbone domestico. Il carbone indiano ha costi più bassi anche rispetto ai concorrenti globali (Australia e Sudafrica), che utilizzano carbone termico o gas naturale con costi maggiori.

L’Europa pagherà prezzi più alti, l’India dovrà esportare l’alluminio in Cina

Poiché l’India produce alluminio con un’intensità media delle emissioni di gas a effetto serra tra le più alte a livello globale, il nuovo CBAM europeo la colpirà duramente. I produttori indiani sono attualmente in concorrenza con quelli del Medio Oriente, del Canada, della Norvegia e dell’Islanda, che hanno emissioni significativamente inferiori.

Dal punto di vista europeo, poiché non si stanno realizzando nuovi impianti nel continente e tutti i paesi rimangono dipendenti dalle importazioni, gli esperti avvisano che le conseguenze del CBAM si riverseranno sui prezzi, che aumenteranno. Dal punto di vista dell’India, si prevede che i produttori indiani di alluminio primario dirotteranno i loro prodotti verso altre economie in via di sviluppo come il sud-est asiatico, l’Africa e persino la Cina.

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