Germania, nuovi incentivi EV dal 2026: fino a 6.000 euro per rilanciare il settore

Dopo una pausa che ha lasciato il segno sul mercato, la Germania torna a puntare sugli incentivi ai veicoli elettrici come leva industriale e politica. Il nuovo programma, approvato dal governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz, entra in vigore dal 1° gennaio 2026 e prevede fino a 3 miliardi di euro di fondi federali entro il 2029, segnando una netta inversione di rotta rispetto allo stop deciso a fine 2023.

La brusca interruzione dei sussidi due anni fa aveva provocato un crollo delle immatricolazioni di veicoli elettrici nel 2024, evidenziando la fragilità della domanda in assenza di supporto pubblico. Nel frattempo, l’industria automobilistica tedesca ha continuato a fare i conti con costi in aumento, catene di fornitura sotto pressione e una concorrenza cinese sempre più aggressiva nel segmento elettrico. Il ripristino degli incentivi nasce quindi come risposta ad una crisi industriale, oltre che come strumento di politica ambientale.

Il nuovo schema prevede contributi compresi tra 1.500 e 6.000 euro per acquirente, modulati in base al modello del veicolo, al reddito e alla composizione del nucleo familiare. Secondo il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider, le risorse disponibili dovrebbero consentire di sostenere l’acquisto di circa 800.000 veicoli elettrici nell’arco di tre o quattro anni. L’obiettivo dichiarato è riattivare il mercato senza replicare meccanismi generalizzati e costosi, puntando invece su un sostegno più mirato.

Sul fronte della concorrenza internazionale, il governo sottolinea che nel 2025 circa l’80% dei nuovi veicoli elettrici e ibridi plug-in immatricolati in Germania sarà prodotto in Europa. Parallelamente, Berlino ha avuto un ruolo chiave nel dibattito europeo sul futuro dei motori endotermici. Le pressioni esercitate insieme all’Italia hanno contribuito a un ammorbidimento delle regole UE post-2035, aprendo la strada a un mix tecnologico più ampio che includa anche ibridi, range extender e motori tradizionali. Una strategia che punta a conciliare transizione ecologica e realismo industriale.

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