Si avvicina la fine della corsa per i prezzi dell’acciaio cinese?

Crescono gli interrogativi su quanto fiato sia rimasto ai prezzi dell’acciaio in Cina, dopo una corsa che ha stupito e sorpreso molti operatori del settore.

Si avvicina la fine della corsa dei prezzi dell'acciaio cinese?

I futures sull’acciaio continuano a correre a Shanghai. Sembra che abbiano ormai raggiunto i massimi delle ultime otto settimane. Il rally dell’acciaio in Cina è in piena corsa.

Il tondo per cemento armato e i coils laminati a caldo hanno raggiunto i picchi che si erano visti a maggio, prima che il mercato crollasse dopo le minacce di intervento del governo cinese contro gli eccessivi aumenti dei prezzi delle materie prime. Dal tonfo di allora, i prezzi hanno registrato una ripresa costante, spinti dalla domanda robusta e dalla pressione di Pechino per ridurre la capacità di produzione in eccesso.

La ripresa economica in Cina si sta indebolendo

Tutto ciò in un quadro di indebolimento della ripresa economica, che ha spinto la People’s Bank of China (PBOC) a tagliare il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche di 50 punti base, liberando di fatto circa 1 trilione di yuan a sostegno della ripresa economica.

Ma i prezzi dell’acciaio nel paese sono rimasti stabili, con una domanda anch’essa stabile e ai livelli massimi. Le importazioni di rottame e billette sono diminuite nel secondo trimestre rispetto al primo trimestre, mentre i prezzi cinesi rimangono comunque inferiori al vicino Giappone.

Gli analisti prevedono che i prezzi dell’acciaio in Cina potrebbero registrare uno stop stagionale nel terzo trimestre. Tanto più se il governo cinese rinnoverà con maggiore enfasi la politica di contenimento della capacità produttiva siderurgica.

La variante Delta preoccupa

Inoltre, secondo un recente articolo del Financial Times, stanno crescendo i timori sulla diffusione della variante Delta del coronavirus che potrebbero pesare sui prezzi delle materie prime nei prossimi mesi. Una variante più trasmissibile rappresenta un pericolo significativo nei paesi in via di sviluppo, dove i tassi di vaccinazione sono bassi. Ma anche in Europa si teme che possano essere introdotte nuove restrizioni.

Si tratta di fattori che potenzialmente potrebbero provocare un calo della domanda per le esportazioni della Cina che, anche se si pensa non soffrirà per nuovi lockdown, si ritroverà con un’economia rallentata nella seconda parte dell’anno.

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