Le auto elettriche cinesi minacciano la domanda di alluminio in Europa

Norsk Hydro avverte che gli ordini di alluminio diminuiranno drasticamente se le case automobilistiche europee non riusciranno a competere con quelle cinesi.

Secondo Norsk Hydro, il crescente numero di auto elettriche importate dalla Cina in Europa potrebbe avere un grande impatto sulla domanda di alluminio del continente.

Il fenomeno riguarda naturalmente i produttori automobilistici europei, che sono importanti consumatori di alluminio primario. Come spiegato dall’Amministratore Delegato di Norsk Hydro in un intervista al Financial Times, potrebbe esserci una significativa riduzione della domanda di alluminio delle case automobilistiche europee se sorpassate dalla concorrenza cinese.

Impatti negativi su tutta la catena delle forniture del settore auto

Gli effetti a catena derivanti dalle crescenti importazioni cinesi di veicoli elettrici colpiranno tutta la catena di fornitura automobilistica, compresi i produttori di materie prime.

Secondo la European Aluminium, il veicolo elettrico medio prodotto in Europa nel 2022 conteneva 283 chilogrammi di alluminio, rispetto ai 169 chilogrammi dei motori a combustione. Il metallo è usato per gli involucri delle batterie e per altri componenti che contribuiscono a ridurre il peso e a compensare quello della batteria. Un aspetto vitale per consentire ai veicoli elettrici di avere una maggiore autonomia per singola carica.

Il destino dell’alluminio europeo è ormai nelle mani della Cina

Nei primi sette mesi del 2023, la Cina ha esportato in Europa 13,1 miliardi di dollari di veicoli elettrici, rispetto ai 15,4 miliardi di dollari dell’intero anno precedente (dati delle dogane cinesi). La maggior parte di questi veicoli sono esemplari prodotti in Cina di marchi occidentali come Tesla.

Le preoccupazioni circa il mercato dell’alluminio in Europa sono cominciate con la crisi energetica, infiammata dalla guerra tra Russia e Ucraina e dalle sanzioni occidentali contro l’energia russa. A seguito di ciò, per esempio, la fonderia Slovalco della Norsk Hydro in Slovacchia ha dovuto chiudere.

Di fatto, il destino dell’alluminio europeo è nella mani della Cina, non solo per la questione delle importazioni di veicoli elettrici, ma anche per l’incertezza dovuta al fatto che il gigante asiatico mantenga un limite alla sua produzione annuale di alluminio di 45 milioni di tonnellate.

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