Alluminio e acciaio: domanda debole anche nei prossimi mesi

La riduzione della domanda di alluminio e di acciaio dovrebbe continuare anche per il resto del 2023. Ecco le previsioni di metals4U…

Per l’industria dei metalli il 2023 è stato, fino ad ora, un anno difficile. Prezzi in discesa e bassa domanda hanno caratterizzato il mercato in questi mesi, mentre gli operatori si interrogano se questa tendenza potrà proseguire da qui a fine anno.

Per dare una risposta a questi interrogativi facciamo però un breve passo indietro… I prezzi dell’acciaio, dell’alluminio e dell’acciaio inossidabile hanno raggiunto il picco durante la primavera dell’anno scorso a seguito dei timori per la carenza di offerta dovuta alla guerra in Ucraina. Ma gli eccessi si sono progressivamente spenti e la domanda si è indebolita, spingendo gli operatori ad abbassare i prezzi per ridurre le scorte in eccesso. Un processo che è andato avanti nonostante i maggiori costi di produzione a causa dell’aumento del costo dell’energia.

Prezzi in diminuzione per il resto del 2023

Secondo metals4U, portale britannico per l’acquisto di metalli, il prezzo dell’acciaio è diminuito del 31% tra la primavera del 2022 e il gennaio 2023, mentre l’alluminio ha perso oltre il 10% dall’inizio di quest’anno. La domanda globale di metallo è debole mentre le offerte di importazioni di acciaio a basso costo dall’Asia verso l’Europa stanno facendo abbassare i prezzi in tutto il continente.

Per gli esperti di metals4U, i prezzi dei metalli diminuiranno mediamente dell’8% nel 2023 e di un ulteriore 3% nel 2024.

Un’opportunità di risparmiare sui costi per gli acquirenti

Prezzi e domanda bassi sono generalmente negativi per i produttori e i commercianti, ma possono essere un’opportunità di risparmio sui costi per gli acquirenti. In condizioni di mercato come quelle attese, una strategia vincente potrebbe essere quella di acquistare più frequentemente in volumi minori (meglio se da fornitori diversi), per beneficiare di ulteriori riduzioni di prezzo sul mercato.

Attualmente, nonostante alcuni tentativi da parte delle acciaierie di alzare i prezzi, sembra che la debole domanda stia avendo la meglio. Inoltre, è probabile che questa tendenza prosegua per il resto dell’anno, costringendo le aziende a rallentare la produzione per non rischiare di rimanere ingolfate dalle scorte in eccesso.

Di contro, visto che non mancano tensioni geopolitiche e rischi di disastri naturali, il verificarsi di eventi avversi potrebbe portare a ulteriori carenze di materie prime e colli di bottiglia nei trasporti. Rischi e incertezze a cui le aziende che operano nel settore dei metalli si stanno ormai abituando e, per coloro che non avessero ancora messo in primo piano l’agilità e la flessibilità aziendale per adattarsi alle condizioni di mercato in continua evoluzione, è forse l’ora di cominciare.

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