Lo scorso anno, il consumo globale di rottami ferrosi è diminuito quasi ovunque

Secondo un recente report del Bureau of International Recycling (BIR), il consumo di rottami di acciaio è diminuito nella maggior parte del mondo nel periodo gennaio-settembre 2025. Allo stesso tempo, la produzione globale di acciaio si è attestata a 1,374 miliardi di tonnellate (-1,6% su base annua).

Il maggiore consumatore, la Cina, ha ridotto il consumo di rottami del 13,3% su base annua, attestandosi a 142,2 milioni di tonnellate, a fronte di un calo del 3% annuo della produzione di acciaio. Il consumo nell’Unione Europea è diminuito del 4% su base annua, attestandosi a 56,3 milioni di tonnellate, negli Stati Uniti del 5,5% (40,9 milioni di tonnellate), in Giappone del 5,7% (21,9 milioni di tonnellate) e in Corea del Sud del 7,1% (15,6 milioni di tonnellate).

Esistono però dei paesi che si sono mossi in direzione opposta come nel caso dell’India. In paese ha infatti visto crescere l’utilizzo di rottami del 16% su base annua, raggiungendo i 29 milioni di tonnellate. Anche la Turchia ha aumentato il suo consumo del 4,3%, raggiungendo i 24,5 milioni di tonnellate.

Dal punto di vista dell’export, è la UE il maggiore esportatore di rottami (11,94 milioni di tonnellate; +4% a/a), mentre la Turchia si è confermata il principale importatore, nonostante un calo degli acquisti del 6,8% anno su anno.

Questi nuovi dati evidenziano bene la ridistribuzione della produzione di acciaio nel mondo, con le economie sviluppate che consumano meno rottami e India e Turchia in crescita.

Ogni anno nel mondo vengono utilizzate circa 630 milioni di tonnellate di acciaio riciclato, il che evita quasi 950 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e riduce il consumo di energia.

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