Gli acquisti di alluminio delle fonderie stanno procedendo con il freno a mano tirato. Nessuno vuole ritrovarsi con un eccesso di metallo visto che la domanda di prodotti finiti in Europa è crollata negli ultimi mesi.
Per chi non è pratico di questo mercato fisico, va ricordato che questo periodo dell’anno è quello in cui molte aziende consumatrici di alluminio stipulano gli acquisti di materia prima per il nuovo anno. Quindi, è adesso che si misurano timori e speranze delle industrie che consumano fisicamente alluminio.
Meglio rimandare gli acquisti
Purtroppo, quest’anno tira proprio una brutta aria e molti clienti preferiscono aspettare più a lungo possibile prima di impegnarsi eccessivamente con gli acquisti. Ritardare significa guadagnare tempo per capire come evolverà la pessima situazione economica in Europa. La produzione industriale in Germania è diminuita più del previsto a luglio, mentre il calo dell’attività commerciale della zona euro è più rapido di quanto si prevedesse ad agosto.
Gli analisti di BNP Paribas, sottolineano come il crollo dei premi per le billette rifletta perfettamente quanto sia bassa la domanda di alluminio da parte degli utenti finali in Europa. Secondo Fastmarkets, il premio per le billette di alluminio nel nord della Germania è crollato di circa 1.000 dollari negli ultimi 18 mesi, arrivando a 500 dollari a tonnellata.
Reuters riporta che la greca Alumil, produttrice di finestre in alluminio e altri prodotti industriali, è stata avvertita da alcuni dei suoi clienti che gli ordini potrebbero diminuire del 25%-30% il prossimo anno. Numeri decisamente drammatici, che evidenziano quanto il mercato si stia indebolendo.
Ma come sta andando il mercato dell’alluminio al di fuori dell’Europa?
Negli Stati Uniti la domanda complessiva è rimasta stabile, con i settori aerospaziale e automobilistico in rialzo, mentre i settori industriale e dell’imballaggio sono deboli.
In Cina, il più grande consumatore di alluminio del mondo, la domanda di metallo si sta muovendo meglio di quanto previsto. I consumi di alluminio del gigante asiatico potrebbero compensare quello che viene a mancare nel resto del mondo.
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