Tecnologia e Scienza

Rivali del grafene: i cristalli azotati

Creato in Corea un nuovo materiale, cristalli azotati in 2D, con proprietà tali da rivaleggiare con il grafene ma con un processo di sintesi molto più semplice.

Ricercatori della Corea del Sud hanno sviluppato una semplice tecnica per produrre un cristallo di azoto bidimensionale, con la capacità di rivaleggiare con il grafene e il silicio per la realizzazione di materiali semiconduttori.

Il grafene è un materiale bidimensionali (2D), costituito da un foglio di uno spessore di un atomo di carbonio, con molte proprietà straordinarie in termini di resistenza, conducibilità elettrica e termica e trasparenza ottica (“Il semi-metallo che cambierà il nostro futuro“). Ribattezzato come il materiale della meraviglie, il grafene ha impieghi potenzialmente rivoluzionari nella nano-elettronica, nello stoccaggio di idrogeno, nella produzione di batterie e di sensori.

Inoltre, negli ultimi anni, la ricerca sul grafene ha suscitato grande interesse fra gli scienziati circa la possibilità di sintetizzare altri cristalli 2D, introducendo elementi diversi dal carbonio nel grafene. Ciò potrebbe portare allo sviluppo di nuovi materiali utilizzabili soprattutto nell’elettronica.

L’azoto è uno degli elementi, per dimensione e struttura atomica, che meglio si prestano a questo scopo. Può inserirsi in modo naturale in una rete di atomi di carbonio attraverso la creazione di legami tra elettroni.

Il processo di sintesi utilizzato per creare il nuovo materiale è assai semplice e apre un nuovo capitolo nella generazione di altri materiali 2D

Seguendo questa idea e utilizzando una semplice reazione chimica, il team di ricercatori coreani del Ulsan National Institute of Science and Technology (UNIST) e della Pohang University of Science and Technology hanno sintetizzato cristalli 2D azotati.

Un nuovo materiale, che i test in laboratorio hanno confermato avere proprietà di semiconduttore e con una struttura geometrica ed elettronica assai adatta per l’impiego in elettronica, per realizzare sensori e per la catalisi.

Ma l’aspetto forse più importante è che il processo di sintesi utilizzato per creare il nuovo materiale è assai semplice e apre un nuovo capitolo nella generazione di altri materiali 2D.


Secondo i ricercatori coreani, il materiale attirerà l’immediata attenzione di svariate società a causa del grande potenziale impatto scientifico e tecnologico.

Quali saranno le ricadute finali di questo nuovo materiale sulle tecnologie disponibili per gli utenti finali, è qualcosa che può trovare dei limiti soltanto nella fantasia di ognuno di noi.

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