Mercati

La domanda di argento fisico e la domanda di argento finanziario

La domanda di monete d’argento è in crescita, nonostante le quotazioni in discesa dell’argento in borsa. Un sintomo di uno squilibrio del mercato?

La domanda di monete d’argento Silver Eagle, quelle prodotte dalla zecca americana, è in aumento, mentre i prezzi dell’argento sono crollati. Sembrerebbe che la domanda di argento fisico vada in una direzione opposta rispetto all’argento quotato in borsa. Perchè questa divergenza sta aumentando?

Una spiegazione abbastanza condivisa è che l’abbassamento delle quotazioni dell’argento nel corso dell’ultimo anno e in particolare negli ultimi mesi, ha spinto molti compratori ad approfittare dei bassi prezzi per aquistare monete fisiche, ritenute ancora una protezione dalle politiche monetarie del governo americano.

C’è da pensare che la forte divergenza tra le quotazioni dei mercati finanziari e quelle dei mercati fisici siano un sintomo di uno squilibrio del mercato. Perciò, qualcuno si aspetta una scossa di assestamento che riporterà i mercati verso l’equilibrio.

C’è da pensare che la forte divergenza tra le quotazioni dei mercati finanziari e quelle dei mercati fisici siano un sintomo di uno squilibrio del mercato

Un’altra spiegazione della divergenza tra mercato fisico e mercato finanziario, è la dimensione della leva finanziaria di tutto il sistema che utilizza gli strumenti derivati. Per ogni compratore ci deve essere un venditore, ma quello che molti pensano è che la maggior parte delle vendite finanziarie non abbia un compratore, ma sia solo una finzione.

Chi acquista argento riceve un pezzo di carta anzichè metallo. Perciò senza il mercato dei derivati, il prezzo dell’argento sarebbe molto diverso da quello attuale.

La discrepanza nasce tra argento di carta venduto e l’equivalente quantità di fisico che non esiste.

Negli anni passati, il mercato ha evidenziato l’esistenza di livelli critici delle quotazioni, superati i quali i prezzi corrono (in basso o in alto).


Quando il metallo bianco superò i 5,55 dollari per oncia, in breve tempo arrivò agli 8,40 dollari, tornando ancora a 5,55 dollari e poi ripartendo verso i 21 dollari. Dai 21 dollari scese a 9 dollari e da qui ripartì per toccare i 48 dollari. Adesso siamo a 19 dollari e vedremo quale sarà il prossimo livello critico che genererà un altro strappo delle quotazioni.

Il fenomeno della divergenza tra argento fisico e argento quotato in borsa non cambia però le prospettive delle quotazioni nel breve termine, impostate verso una discesa. Ma nel lungo termine c’è da pensare che questo fenomeno tenderà all’equilibrio e chi compra monete sta scommettendo che il mercato fisico avrà la meglio sul mercato finanziario.

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