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I peggiori guidatori del mondo

La graduatoria dei paesi dove è più alta la mortalità stradale suggerisce la massima attenzione quando si sale su un veicolo nelle nazioni che compaiono in questa “black list”.

I peggiori guidatori del mondo

Mettersi alla guida di un’auto quando si è in un paese straniero è qualcosa che mette sempre i brividi.

Nella migliore delle ipotesi vi troverete a guidare sul lato opposto a quello corretto, seguendo le abitudini di guida del vostro paese.

Ma le sorprese non finiscono qui. Per gli americani che si trovano a guidare in Europa, l’impressione è quella incontrare un numero di rotonde e rotatorie infinito, con strade a senso unico che non portano da nessuna parte. Per gli europei che guidano in Nord America, soprattutto nelle grandi città, le strade sono sempre troppo larghe e affiancate da troppe corsie.

Ma ciò che cambia nella guida da paese a paese sono i pericoli che si incontrano, costituiti da pedoni che attraversano la strada o da bestiame, polli e cani che invadono tranquillamente le corsie di guida. Infatti i pericoli per chi guida non sono uguali in tutti i paesi del mondo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccolto le statistiche relative al tasso di incidenti stradali mortali, consentendo di stilare una classifica dei paesi più pericolosi per chi guida o, secondo un altro punto di vista, la classifica dei paesi con i peggiori guidatori del mondo.

  1. niueNiue (68,3 morti per 100.000 abitanti). Non sono molte le persone che conoscono questa piccola isola nel sud dell’Oceano Pacifico, a soli 2.400 chilometri dalla Nuova Zelanda e vicino alle isole Cook, Tonga e Samoa. Con una popolazione di circa 1.200 persone, sorprende che in questo paese polinesiano muoiano così tante persone per gli incidenti stradali. Questo piccolo paese ha 64 chilometri di costa e un totale di 260 chilometri quadrati e per circolare sull’isola potrebbero essere sufficienti biciclette e piccoli autobus.
  2. repubblica dominicanaRepubblica Dominicana (41,7 morti per 100.000 abitanti). Le statistiche evidenziano un’alta mortalità in incidenti con impatto laterale. Nel paese le regole del codice stradale non sono quasi mai applicate e, per esempio, la luce rossa dei semafori viene interpretata come un semplice consiglio a rallentare.
  3. thailandiaThailandia (38,1 morti per 100.000 abitanti). Tra i tanti drammatici incidenti stradali, uno dei più recenti (2014) è stato quello tra un autobus pieno di bambini in età scolare e un camion che ha causato 15 morti e oltre 30 feriti. Nel paese gli standard di sicurezza sono bassi e pochissimi rispettano il codice della strada.
  4. venezuelaVenezuela (37,2 morti per 100.000 abitanti). Molti dei paesi in questa graduatoria hanno in comune il clima caldo che forse mette a più dura prova i motori e tutti i dispositivi di un autoveicolo. Inoltre permette l’utilizzo di auto sportive e jeep d’ogni tipo che scatenano la voglia di correre dei guidatori. Il Venezuela, come molti altri paesi tropicali, dispone di un parco auto molto vecchio. È uno dei paesi più pericolosi al mondo a causa dell’alto tasso di criminalità, ma anche le sue strade sono un luogo molto rischioso per chi guida.
  5. iranIran (34,1 morti per 100.000 abitanti). Il paese ha una età media di 28 anni, con il 10% della popolazione di età superiore ai 55 anni. Ha analogie geografiche con il vicino Iraq, ma l’alto tasso di mortalità stradale, oltre alla giovane età dei guidatori, potrebbe avere altre concause in un paese afflitto da molti gravi problemi.
  6. nigeriaNigeria (33,7  morti per 100.000 abitanti). Anche la Nigeria ha un’età media della popolazione di soltanto 18,2 anni e un’aspettativa di vita di 52 anni. Certamente il paese non è pericoloso soltanto per gli incidenti stradali mortali, ma per una serie di altri fattori tra i quali l’AIDS, omicidi, atti di pirateria, condizioni igienico-sanitarie pessime, etc. etc.
  7. iraqIraq (31,5 morti per 100.000 abitanti). Dell’intera popolazione del paese, soltanto il 6% ha più di 55 anni. I numeri suggeriscono che una popolazione anziana inferiore e, di conseguenza, una popolazione giovane superiore, può aumentare il tasso di mortalità stradale. Infatti, alcuni studi comportamentali e psicologici teorizzano che i giovani tendono ad essere più impulsivi ed avventati, un mix disastroso per la guida.
  8. guinea bissauGuinea-Bissau (31,2 morti per 100.000 abitanti). Nonostante il paese sia abitato da soltanto 1,7 milioni di persone, è riuscito ad entrare in questa speciale classifica. L’età media della popolazione è di 19 anni e ciò potrebbe spiegare in parte l’alto numero di incidenti stradali.
  9. omanOman (30,4 morti per 100.000 abitanti). Molti degli incidenti che si verificano nel paese sono attribuibili alle tempeste di sabbia e di polvere sollevate dai venti estivi.
  10. ciadCiad (29,7  morti per 100.000 abitanti). Questo piccolo paese africano, abitato da circa 11 milioni di persone, di cui circa il 50% ha un’età inferiore ai 14 anni, possiede 40.000 chilometri di carreggiate. Essendo un paese molto povero, ha scarse infrastrutture, tra cui le strade, che probabilmente sono una delle cause dell’alto tasso di mortalità stradale.

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