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Guerra delle valute: la Russia compra altro oro

Per sostenere il rublo la Russia continua a comprare oro e alimenta i sospetti di alcuni analisti che le riserve auree del paese possano essere assai maggiori di quanto ufficialmente dichiarato.

La Russia ha aumentato le sue riserve auree di un milione di once nel mese di marzo, portando le sue riserve totali a quasi 40 milioni di once, circa 1.238 tonnellate.

Un acquisto significativo anche per gli standard russi, che negli ultimi anni sono stati di circa 300.000 once al mese. Dal 2005, le riserve auree della Russia sono aumentate di tre volte. Infatti, nel secondo trimestre del 2009, la Russia aveva soltanto 550 tonnellate di oro tra le sue riserve ufficiali.

Ad oggi, le riserve auree della Russia sono le quinte riserve d’oro del mondo (seste considerando anche il Fondo Monetario Internazionale), come risulta dai dati del World Gold Council:

Nazione/OrganizzazioneQuantità di oro (tonnellate)
1Stati Uniti8.133,5
2Germania3.384,2
3FMI2.814
4Italia2.451,8
5Francia2.435,4
6Russia1.237,9
7Cina1.054,1
8Svizzera1.040
9Giappone765,2
10Olanda612,5

La Russia ha costantemente incrementato la propria riserva aurea durante la crisi finanziaria globale e, con la crisi geopolitica in Ucraina, ha premuto l’acceleratore sugli acquisti.

Secondo alcuni analisti, l’accumulo di oro della Russia potrebbe essere una conseguenza delle sanzioni occidentali per la crisi in Ucraina

Durante gli ultimi mesi del 2014, mentre il rublo scendeva e i prezzi del petrolio crollavano, la banca centrale russa ha continuato a comprare oro, dimostrando quanto sia importante il metallo giallo per le strategie del governo. Strategie che utilizzano l’oro per arginare la discesa del rublo oltre che per differenziare le riserve monetarie in valuta estera, soprattutto in dollari ed euro.

Secondo alcuni analisti, l’accumulo di oro della Russia potrebbe essere una conseguenza delle sanzioni occidentali per la crisi in Ucraina. Inoltre qualcuno sottolinea che l’accumulo di riserve auree faccia parte di un piano coordinato tra Russia, Kazakistan e Bielorussia in vista di un’unione economica tra i tre paesi dell’ex Unione Sovietica.

Analisti russi sospettano che la Russia ed i suoi alleati, seguendo l’esempio cinese, non riferiscano al Fondo Monetario Internazionale (FMI) l’esatto ammontare delle proprie riserve d’oro, che potrebbero perciò essere superiori a quanto ufficialmente noto.


Una politica, quella di non fornire i dati sui propri acquisti alla comunità internazionale, motivata dal desiderio di non far aumentare i prezzi dell’oro e di svalutare le proprie riserve in valuta estera.

I prossimi mesi potranno confermare se questi sospetti sono realmente fondati.

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