Sono due i metalli industriali che si sono rincorsi verso il basso nel corso di quest’anno: il nichel e lo zinco. Anche se è il nichel ad aver fino ad oggi contabilizzato il peggior rendimento, anche lo zinco non ha scherzato, perdendo circa il 20% del suo valore da inizio anno.
Nel caso dello zinco la debacle è dovuta all’eccesso di metallo disponibile. Da una carenza di offerta, il mercato è passato ad un surplus, in progressivo aumento.
367.000 tonnellate di surplus di zinco nel 2024
Secondo i dati più recenti dell’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG), l’offerta di zinco supererà l’utilizzo di ben 248.000 tonnellate, con un surplus che crescerà fino a 367.000 nel 2024. Fino a pochi mesi orsono lo stesso ILZSG riteneva che quest’anno ci sarebbe invece stato un piccolo deficit di offerta (45.000 tonnellate).
Al contrario, le scorte del London Metal Exchange (LME) sono le più basse da luglio (80.325 tonnellate). Gli esperti dicono che questa disconnessione tra prezzi e stock di borsa è un segno che la finanza sta muovendo il mercato.
In poche parole, come sta accadendo all’alluminio, banche d’investimento e hedge fund stanno approfittando dell’elevato contango (spread tra contratto cash e 3 mesi) dei prezzi dello zinco che è di oltre 30 dollari per tonnellata, un livello mai così alto dall’inizio del 2021. Queste operazioni finanziarie si traducono in un apparente basso livello delle scorte LME, che non riflettono le reali quantità di metallo disponibile, che viene invece accumulato in magazzini fuori borsa.

Troppo debole la domanda
Ma che cosa è cambiato sostanzialmente sul mercato dello zinco in questi ultimi mesi? Innanzitutto, la domanda si è indebolita più del previsto e, dopo due anni di deficit di offerta, il mercato è andato in surplus. In questo contesto, l’Europa è la regione che manifesta la maggior debolezza.
Si prevede che la domanda europea subirà una contrazione dell’1,8% quest’anno a causa del rallentamento dell’edilizia, che rappresenta circa la metà della domanda di zinco (acciaio zincato). Di contro, la produzione europea di zinco è diminuita a causa degli elevati costi energetici che hanno ridotto la redditività delle fonderie. Secondo ILZSG, la produzione di metalli raffinati in Europa è diminuita dell’11,6% lo scorso anno e si prevede che quest’anno diminuirà di un altro 2,6%.
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